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Calciomercato Inter: Kakà in nerazzurro a gennaio la folle idea di Moratti


MILANO, 8 settembre 2010 – L’Inter sta studiando sul calciomercato il modo migliore per rispondere al colpo Ibra messo a segno dal Milan negli ultimi giorni di mercato estivo. Massimo Moratti, come sottolinea oggi il ‘Corriere dello Sport’, vorrebbe infatti provare a riportare a Milano, sponda nerazzurra, il brasiliano Kakà, già a partire nella prossima finestra di gennaio. Il presidente nerazzurro non avrebbe infatti grosse difficoltà a parlare di questo affare clamoroso con il suo amico Florentino Perez, né dovrebbe fare molta fatica a convincere Josè Mourinho nel lasciar partire il brasiliano (lo stesso Special One ha ammesso di recente i continui contatti telefonici con Moratti). Le Merengues hanno acquistato il talento tedesco Mesut Ozil e per Kakà (alle prese da tempo con continui guai fisici) pare non esserci più un posto da titolare. Il Pallone d’Oro 2007 sarà tra l’altro costretto ai box almeno fino a dicembre per i problemi al menisco: difficilmente riuscirà a giocare un minuto nella fase a gironi di Champions League. Ciò significa che in caso di acquisto a gennaio da parte dell’Inter, Kakà avrebbe anche l’opportunità di giocare dagli ottavi in poi con i campioni d’Europa. L’assalto è ufficialmente partito, Moratti non vede l’ora di rispondere ai cugini rossoneri, che negli ultimi anni per troppe volte hanno ingaggiato ex campioni nerazzurri (Ronaldo, Vieri e ora Ibrahimovic) veri e propri colpi bassi a cui Moratti ha risposto sempre con i successi sul campo. Con Mourinho e Perez ci potrebbe essere qualche frizione, invece, sul fronte Bastian Schweinsteiger. Sia il Real che l’Inter, infatti stravedono per il centrocampista del Bayern Monaco e puntano decise a strapparlo al club tedesco. Impresa ardua, perchè il biondo mediano è ormai una bandiera in Baviera e il suo valore, dopo l’ottimo Mondiale con la selezione di Loew, è esponenzialmente aumentato.

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Calciomercato Juventus: Marotta prova a bruciare tutti per Lukaku


MILANO, 5 settembre 2010 – La Juventus sta seguendo sul calciomercato con grande interesse il giovane bomber dell’Anderlecht, Romelu Lukaku. Il 17enne, considerato da tutti gli addetti ai lavori un grande talento del calcio europeo, è finito da tempo nel mirino dei club più importanti europei. Su di lui hanno messo gli occhi l’Inter e il Milan in Italia e molte formazioni inglesi di Premier League. Per questo motivo i dirigenti bianconeri proveranno a stringere i tempi per battere in volata la concorrenza. Nel frattempoperò, a Torino osservano con attenzione anche la situazione di Pazzini a Genova e di Benzema, che al Real Madrid potrebbe non trovare spazio in questi mesi con Mourinho. A gennaio il giocatore, in caso di scarso utilizzo, potrebbe chiedere la cessione.

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Calciomercato Inter: Mourinho ha cercato di prendere Eto’o sino all’ultimo


MILANO, 1 settembre 2010 – Retroscena importante di calciomercato per l’Inter. Fonti spagnole danno per certo che sino all’ultimo istante Mourinho ha tentato in tutti i modi di portare l’attaccante Samuel Eto’o al Real Madrid. Ma alla fine, al termine della campagna acquisti, quando l’allenatore portoghese si è trovato a mani vuote sul fronte attaccanti, ha dovuto alzare bandiera bianca. Tutto questo stando a quanto riportato dal quotidiano spagnolo “Mundo Deportivo”. Lo Special One (che non ha nascosto di non gradire Benzema) ha tentato di convincere il presidente del Real Madrid Florentino Perez ad acquistare il nerazzurro Samuel Eto’o (già al Real fra il ‘97 e il 2000), o, in seconda battuta, l’ivoriano targato Chelsea Didier Drogba. Secondo Mundo Deportivo è stato “disperato” il tentativo di Mou di arrivare a un “numero 9″ in grado di supplire al vuoto lasciato dalla partenza di Raul in direzione Schalke 04. Da registrare – nelle operazioni in uscita del Real – anche le partenze di Metzelder (stessa destinazione di Raul), Drenthe (all’Hercules Alicante con Trezeguet), Guti (passato al Besiktas) e Van der Vaart (Tottenham).

New Entry — A Mourinho evidentemente non sono bastati gli arrivi di un difensore (Carvalho dal Chelsea) e dei centrocampisti Canales, Pedro Leon, Di Maria, Khedira e Ozil, ma Florentino Perez non ha voluto sentire ragioni e ha resistito alle pressioni del suo allenatore. A Mou non resta dunque che accontentarsi dei due “numero 9″ ora presenti nella rosa, l’argentino Higuaín (nella passata stagione 29 reti con la camiseta blanca) e il francese Benzema, 9 reti lo scorso anno alla prima stagione con la maglia del Real. In attesa del rientro di Cristiano Ronaldo, il francese, che ha saltato il Mondiale a causa dello scandalo escort che ha coinvolto pure Ribery, stenta comunque a ingranare, tanto in campo quanto nella fiducia di Mou. Ma ormai Perez aveva deciso, e Mou dovrà fare di necessità virtù. Fonte: gazzetta.it

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Calciomercato Inter: Van der Vaart offerto dal Real é finito al Tottenham


MILANO, 1 settembre 2010 – Il Real Madrid lo aveva offerto all’Inter ieri nelle ultime ore di calciomercato. Per uno dei tatni strani scherzi del destino del dio del calcio, ora i nerazzurri se lo troveranno come avversario in Champions League. Rafael Van der Vaart è stato infatti acquistato dal club inglese del Tottenham, inserito nel girone dei nerazzurri, per 10 milioni. Il centrocampista olandese classe 1983 era arrivato ai merengues nel 2008 dall’Amburgo per 13 milioni. Ma c’è un giallo: la documentazione relativa al trasferimento, infatti, potrebbe non essere arrivata in tempo in Inghilterra e questo potrebbe bloccare e forse far saltare un affare oramai concluso.

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Calciomercato Inter: Bale il colpo di Moratti con Maicon al Real e Muntari in Premier


MILANO, 30 agosto 2010 – Il calciomercato dell’Inter a 48 ore dalla chiusura ufficiale, é ancora in alto mare. O meglio. Sembra solo che si stia aspettando il momento giusto per far saltare il banco. Primo indiziato il brasiliano Maicon. Dopo l’indiretta apertura del procuratore Caliendo rispetto alla possibile partenza con destinazione Real Madrid, ecco arrivare la mancata convocazione per il debutto in Serie A dell’Inter questa sera a Bologna. Due indizi non fanno una prova, ma poco ci manca. Secondo indiziato: Sulley Muntari (26), centrocampista ghanese mai veramente integratosi nel telaio nerazzurro, destinato a tornare in Premier League, precisamente al Tottenham (avversario dell’Inter nella fase a gironi della prossima Champions League). Due operazioni che potrebbero riaprire per l’Inter le porte del calciomercato: il club neroazzurro, grazie alla somma incassata dai Blancos di Perez (l’importo per il cartellino di Maicon sarebbe tra i 25 e i 30 milioni di euro), potrebbe investire fortemente sull’acquisto del nazionale gallese Gareth Bale (21), prospetto di assoluto livello proprio in forza al Tottenham: terzo indizio. Gli Spurs, con i quali Bale è sotto contratto fino al 2014, sarebbero invogliati ottenendo il ghanese come contropartita gradita a valutazione ridotta, ad aprire una trattativa per far partire il talentuoso terzino sinistro, che potrebbe approdare alla corte di Benitez per circa 21 milioni di euro (meno il costo del cartellino di Muntari, che l’Inter potrebbe essere disposta a valutare intorno ai 4,5 milioni).

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Champions League, alle 18 il sorteggio dei gironi. Per l’Inter rischio Real Madrid


MONTECARLO (Monaco), 26 agosto 2010 – E se l’assalto all’Inter arrivasse proprio da Mourinho? Possibile, ci sarebbe da divertirsi o da piangere, dipende dai punti di vista: il Real Madrid, inserito in seconda fascia, è il terrore del sorteggio, mentre i nerazzurri sono testa di serie come si conviene ai campioni. Risultato: la nuova Champions, disegnata stasera a Montecarlo, rischia di cominciare con il botto.

Quante Champions — Tutti contro l’Inter, Mourinho contro tutti, ma non solo. È la Champions degli arbitri di Platini, è la Champions che può scaraventare l’Italia fuori dall’élite europea (perdendo un club dal 2012). E’ la Champions più povera degli ultimi anni (a leggere la lista di finaliste) e la più ricca finanziariamente. E’ l’ultima Champions prima del fair play. E’ la Champions, il più grande spettacolo che c’è. Fuori la Samp, fuori ancor più a sorpresa il Siviglia, così Italia e Spagna si presentano al gala con tre squadre nella fase a gruppi. Non è la prima volta. Al completo resta soltanto l’Inghilterra: Chelsea, Manchester Utd e Arsenal in prima fascia e il Tottenham in terza. Non è un caso che i club di Premier League siano i dominatori del Ranking Uefa (vincere è un altro discorso, come dimostra l’albo d’oro).

Fasce e rischi — Tra le teste di serie, oltre all’Inter, anche il Milan più Barcellona e Lione. Ma la prima fascia non è sinonimo di tranquillità: si rischia il Real Madrid in seconda, Tottenham e Schalke in terza, mentre in quarta il peggio che c’è sembrano il Rubin Kazan e l’Auxerre. Diciamo che, Mou escluso, per Benitez e Allegri l’orizzonte non è nerissimo, con un po’ di buona sorte. Più complicato, sulla carta, per la Roma: evita il Real Madrid ma rischia il Barcellona o le inglesi. Ideale sarebbe trovare il Lione in prima fascia. Nelle ultime due urne la cifra tecnica s’abbassa improvvisamente: Braga, Cluj, Partizan, Copenaghen, Bursaspor, ma anche Rangers, Basilea, Ajax, Twente. Sembra essersi avverato il sogno di Platini — una Champions di campioni che rappresenti più campionati possibili —, anche se sponsor e tv potrebbero dimostrarsi poco sensibili a novità del genere: già la finale di sabato ha meno appeal (leggi share) di quella del mercoledì. Se ne capirà di più al rinnovo dei contratti.

Chi vince — Epilogo a Londra, Wembley, 28 maggio. Dal 1990 non accade che il vincitore si ripeta (l’ultima volta fu il Milan): il che escluderebbe un bis dell’Inter. Ma i record sono fatti per essere battuti: Benitez, con il Liverpool, ha già sollevato la coppa nel 2005 beffando il Milan (da 0-3 a 3-3, poi rigori). L’impressione è che i campioni 2011 usciranno da questa lista: Inter, Chelsea, Manchester Utd, Real Madrid, Bayern e Barcellona. Sorprese? L’Arsenal, se un giorno andrà oltre il bel gioco.

Soldi — Coppa e business: con l’ultima Champions l’Inter ha messo nelle sue casse 49 milioni, mai successo prima, e il bottino dei prossimi campioni potrebbe essere più ricco. Vincere per guadagnare per vincere: dal 2010-11 entra in gioco il fair play finanziario, nel primo triennio deficit massimo di 45 milioni, con l’obiettivo (entro pochi anni) di spendere quanto s’incassa. Platini ci riuscirà? È questo il dilemma. Fonte: gazzetta.it

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Calcio, Mourinho show a Madrid. Bordate a Capello, Arsenal e Liverpool


LONDRA (Gran Bretagna), 25 agosto 2010 – Ne ha per tutti, José Mourinho. Il tecnico del Real Madrid spara a zero sul calcio inglese dai microfoni di Sky Sports News, definendo Fabio Capello “non adatto per l’Inghilterra”; il Liverpool “sempre peggio”; l’Arsenal “incapace di battersi per il titolo” e il Manchester City “dei kamikaze del mercato”, esattamente come disse di loro Sir Alex Ferguson. Ciliegina finale, i complimenti a se stesso, l’unico e solo “Special One”. Ma andiamo con ordine.

Capello — Il problema dell’Inghilterra sta nel manico, ovvero nel tecnico italiano. “Capello non funziona per l’Inghilterra perché non conosce i giocatori e non ha buoni rapporti con loro, che hanno paura e non giocano per lui, come si è visto ai Mondiali. I giocatori hanno bisogno di tattiche chiare e non possono essere confusi su quello che devono fare, ma la colpa è dell’allenatore ed è un vero peccato”. Parole che non faranno certo la felicità del ct, visto che la prossima settimana l’Inghilterra sarà impegnata nelle prime due gare di qualificazione a Euro 2012, contro Bulgaria e Svizzera.

LIVERPOOL E LE ALTRE — I Reds non fanno per Mou che esclude la possibilità di sedere un giorno sulla panchina di Anfield. “Il Manchester United sarebbe una grande sfida per me e così pure Tottenham, Everton e forse l’Arsenal, ma di certo non il Liverpool. Il motivo? Lo so, ma non posso dirlo. Negli ultimi anni, il Liverpool sta andando sempre peggio, peggio e peggio. E lo stesso vale per l’Arsenal: ogni anno sembrano lì pronti per il successo, ma poi questo non arriva….. Anche quest’anno sarà la stessa storia, meglio che si scordino del titolo. Credo sarà ancora una faccenda fra Manchester United, Chelsea e City perché loro sì che hanno una grande squadra”.

CITY — A proposito del club dello sceicco Mansour, Mourinho approva la definizione coniata da Ferguson di “kamikaze del mercato”. “Ha ragione Ferguson: competere economicamente con loro è davvero molto difficile. Sono i dominatori del mercato: quando vogliono un giocatore, lo prendono e basta. Del resto, se hanno l’ambizione di vincere la Premier League, devono fare così”.

GERRARD & Co. — Ci ha provato per settimane a prenderlo, ma alla fine si è dovuto arrendere e così Steven Gerrard è rimasto a Liverpool. Pessima scelta per Mou, secondo il quale il capitano dei Reds “è nel club sbagliato e non vincerà ancora nulla ad Anfield. L’ho visto giocare contro l’Ungheria ed è stato il migliore in campo, mi piace un sacco, è un leader e lo ammiro molto, ma non capisco perché sia rimasto al Liverpool”. Oltre a Gerrard, le preferenze dichiarate del portoghese vanno ad Ashley Cole (“lo conosco bene, è veloce ed intelligente tatticamente e ha tutto quello che mi piace”); Didier Drogba (“è un campione, forte e potente e per me è il miglior attaccante che c’è in Inghilterra”) e Frank Lampard (“è come il vino d’annata, non finisce mai. Ha buoni piedi e un tiro potente e poi non ha mai paura”).

FUTURO — Il calcio inglese è sempre nel suo cuore e l’idea di tornare lo stuzzica. Ma per ora resta dov’è, al Bernabeu. “Il mio futuro? Chi può dire che succederà in uno, due, tre o quattro anni? Sognavo di allenare il Real Madrid ed è successo e per ora non ho piani di fuga, visto sono appena arrivato, ma niente è per sempre. Tornare al Chelsea? Sono prudente in quello che dico e in quello che penso: per me sarebbe impossibile, ma non dico che non mi piacerebbe. Il calcio è strano. Di certo, stanno facendo tutto bene, Ancelotti è un buon allenatore e va bene per il club”.

SEMPRE “SPECIAL” — E’ andato in Spagna per vincere anche lì ed essere il primo a farlo in tre campionati diversi. Logico, dunque, che non possa non sentirsi ancora e sempre lo “Special One”. L’unico in circolazione. “C’è un solo Special One e sono io e questo è un bene. Ma se ce ne fossero due come me, sarebbe anche meglio per i club. Quest’anno, voglio vincere la Champions League. C’era chi sosteneva che fosse impossibile vincere la Champions all’Inter e invece ce l’abbiamo fatta dopo 40 anni e questo perché io ho un metodo, un piano, un obiettivo. E’ il motivo del mio successo. Prima che arrivassi, l’Inter era addormentata, io l’ho svegliata”. Fonte: gazzetta.it

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Calcio, Serie A: Inter, la frecciata di Mourinho a Benitez. “Ha tutto pronto, lui vince facile”


MILANO, 24 agosto 2010 – Nonostante sia a centinaia di chilometri, José Mourinho continua ad avere l’Inter nel mirino. E il suo obiettivo resta l’odiato “sostituto” Rafa Benitez. “Benitez all’Inter non fatica come ho fatto io. Il suo è un lavoro da sogno. Quando un allenatore arriva in un club e in un mese ha la possibilità di vincere Supercoppa italiana, Supercoppa europea e l’Intercontinentale, è il paradiso. Ha già tutto pronto”, ha detto l’allenatore del Real Madrid. “Io al Real ho vinto la Coppa Bechenbauer e di Alicante, posso vincere quella del Bernabeu. Sono un allenatore che è in un nuovo club e deve costruire la squadra, Benitez no. Lui ha già tutto pronto: società, giocatori, il suo non è un lavoro è un sogno”, ha aggiunto.

Chiuso il capitolo Benitez, Mourinho ha aperto quello, altrettanto spinoso, di Mario Balotelli. “Ha tutte le qualità per diventare uno dei migliori giocatori della Premier – ha sottolineato – . Ci sono tutte le condizioni perchè questo accada. E’ un ragazzo che ha incredibili potenzialità e Mancini lo conosce molto bene. Per Mario è arrivata l’ora di crescere come uomo. So che per un ragazzo di 18 o 19 anni è facile distrarsi, ma se prende la strada giusta può avere molto successo nel calcio inglese. Tutto dipende da lui e da chi gli è vicino”.

Giusto per non farsi mancare nulla, ecco una frecciata anche a Roberto Mancini e al suo Manchester Cirty: “Non possiamo paragonare la storia del Real e del City, ma dal punto di vista della forza economica è un altro discorso. E’ molto difficile combattere con loro. Quando sono arrivato a Madrid ero interessato a Kolarov, ma non ho potuto competere con loro, quando hanno deciso di prenderlo, l’hanno preso”. Fonte: sportmediaset.it

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Calcio, Serie A: Inter, Benitez lancia la sfida. “Voglio vincere più di Mourinho”


MILANO, 23 agosto 2010 – L’avventura nerazzurra di Rafa Benitez è iniziata nel migliore dei modi: prima gara ufficiale e Supercoppa Italiana conquistata a spese della Roma. “È sempre importante vincere e fare tre gol – ammette il tecnico spagnolo in un’intervista ad As -. Abbiamo lavorato con qualche difficoltà perché i giocatori reduci dal Mondiale sono arrivati tardi e questa vittoria fa morale”. Di fatto è scesa in campo la stessa formazione che ha sconfitto il Bayern in finale di Champions, “ma visto il poco tempo che abbiamo avuto a disposizione dovevamo puntare su qualcosa che i giocatori conoscono bene, poi cominceremo a fare le cose che servono a migliorare un sistema che già funziona”, spiega Benitez.

Sei “tituli”? — L’ex timoniere del Liverpool ha rilanciato Eto’o in versione bomber: “Lui e Pandev sono attaccanti abituati a giocare larghi, ma li voglio più vicini alla porta. Fisicamente siamo ancora al 50% per cui ci sono abbastanza margini di miglioramento. Sono ottimista su questa squadra, per quello che vedo giorno dopo giorno”. Anche in Spagna gli chiedono se la Supercoppa Italiana sia sua o di Mourinho, ma la versione diplomatica non cambia. “È il primo trofeo ufficiale vinto quest’anno dall’Inter, dal club, non dal suo allenatore – è la replica -. È un trofeo conquistato da un gruppo di giocatori che hanno fatto molto bene e dai tifosi che hanno sempre supportato la squadra. Poi ci sono gli allenatori, qui ha vinto Mancini, quindi Mourinho e adesso ci sono io che spero di vincere più di loro. Già in questa stagione possiamo vincere sei trofei”.

Manager? No, grazie — Benitez non vuole porsi limiti, consapevole che “Moratti non mi ha detto quanto devo vincere, ma soltanto che devo lavorare e farlo nel miglior modo. L’aver ereditato una squadra che nella scorsa stagione ha vinto tutto è una sfida, qualcosa che ti motiva. Come allenatore è un invito a superarti e così la vivo. La posta in gioco è alta, ma ci sono margini di miglioramento, ci sono più trofei da vincere e lavoriamo per questo, per migliorare”. Rispetto a Liverpool, lo spagnolo ha svestito i panni del manager per fare solo l’allenatore: “Sono contento di questo cambiamento, perché posso dedicare più tempo al lavoro sul campo – racconta ancora Benitez, primo tecnico spagnolo a vincere nei tre principali Paesi calcistici europei -. È una cosa che mi rende orgoglioso, perché è già molto difficile vincere in Spagna, ma farlo anche in Inghilterra e Italia è abbastanza complicato”.

La mano di Cuper — Poi il discorso torna su Mourinho: “Da lui ho ereditato una squadra competitiva – riflette lo spagnolo -. I giocatori sanno che i paragoni saranno inevitabili, ma sanno anche che il futuro è una nuova tappa, ci sono un nuovo allenatore e la possibilità di vincere ancora. Hanno vinto tre titoli la scorsa stagione e ora uno, per cui sono loro che hanno conquistato quattro trofei e questa è la fortuna di noi che saliamo sul carro di giocatori vincenti. Un giocatore della vecchia guardia mi ha detto che questa squadra è cambiata molto con l’arrivo di Cuper – racconta -. È diventata più seria e professionale e questo è rimasto durante il periodo di Mancini e poi di Mourinho, ora ci aspettiamo di proseguire questo cammino e che la squadra continui a crescere”.

L’ex amico Mou — Parlare dello Special One non piace molto a Benitez (“io faccio il mio lavoro e non giudico quello degli altri”), che col portoghese ha avuto parecchi battibecchi in Inghilterra. “Ma all’inizio avevamo un buon rapporto – rivela -, le cose sono cambiate quando lo abbiamo eliminato in Champions, perché abbiamo cominciato a competere per gli stessi obiettivi e questo fa sì che ci sia rivalità, ma per me è una rivalità professionale. Ma non guardo al passato, preferisco lavorare per quello che verrà”. In Spagna, però, i tifosi del Real Madrid sperano che i tanti soldi spesi da Perez per assicurarsi Mourinho servano per tornare a vincere: “Nel calcio si spende tantissimo denaro per molte cose – il parere di Benitez -. È chi lo spende che deve sapere se questi soldi sono bene investiti oppure no”. Fonte: gazzetta.it

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Calciomercato Milan: Ibrahimovic si allontana c’é di mezzo il Real Madrid di Mou


MILANO, 22 agosto 2010 – Il calciomercato potrebbe riservare ancora qualche colpo, inaspettato, di scena. Ibrahimovic al Real Madrid. E’ questa infatti l’ultima clamorosa ipotesi di mercato che gira da qualche ora sui media spagnoli. Secondo quanto riportato da “El Mundo Deportivo”, quotidiano da sempre vicino al Barcellona, il club di Perez avrebbe messo sul piatto un’offerta da 35 milioni di euro per convincere il presidente blaugrana Sandro Rosel a cedere l’attaccante svedese alle merengues. L’affare sembrerebbe essere stato messo in piedi proprio da Mourinho, che farebbe carte false pur di riuscire ad allenare nuovamente il suo pupillo, già suo allievo all’Inter.

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