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Basket NBA: ancora contrasti sul salary cap. Rischio sciopero


NEW YORK, 9 settembre 2010 – C’è un grande spettro che incombe sulla Nba: il lockout nel 2011/2012, visto che le trattative per il rinnovo del contratto dei giocatori sono bloccate. Intanto Carmelo Anthony ha indicato a Denver le squadre a cui vorrebbe essere ceduto, mentre Dwight Howard e Matt Barnes si guadagnano, per motivi diversi, un posto sulle pagine dei giornali.

lockout — Nba e Nbpa, l’associazione giocatori, sono ai ferri corti già da un pezzo sulle trattative per il rinnovo del contratto collettivo che scade il 30 giugno 2011. I proprietari vorrebbero rivoluzionare il salary cap, tagliando i contratti (soprattutto le parti garantite e quelli delle stelle) per fare in modo che possedere una franchigia diventi un affare redditizio, e hanno lamentato perdite di 370 milioni di dollari negli ultimi anni. L’associazione giocatori non vorrebbe cambiare una virgola del contratto attualmente in vigore. “Ci stiamo preparando per il lockout – ha fatto sapere da tempo Bill Hunter, il direttore del sindacato giocatori -. Speriamo che le cose cambino nei prossimi mesi, ma lo scenario peggiore resta il più probabile”. Nei giorni scorsi su Twitter, i giocatori hanno invitato i propri tifosi a seguire la pagina della Nbpa per gli sviluppi. L’ultimo lockout è datato 1998, e la stagione regolare venne ridotta a 50 partite. L’Nba non è il solo grande sport a trovarsi in questa situazione: nel 2011 potrebbe fermarsi anche l’Nfl, anch’essa alle prese con una difficilissima trattativa per il rinnovo del contratto collettivo dei giocatori.

fonte:gazzetta.it

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Basket, bis mondiale della Spagna?


Si apre sabato 28 agosto in Turchia la corsa iridata: le “furie rosse” sognano di emulare i calciatori vincitori in Sud Africa. L’Italia ha detto no alla wild card, e per la settima volta farà da spettatore e si limita a offrire una presenza prestigiosa in panchina (Scariolo allena la Spagna e Tanjevic la Turchia) oltre a 13 giocatori del campionato

Servizio speciale di Enrico Campana – MILANO, 26 agosto 2010 – Se per il calcio il mondiale si chiama Coppa Rimet, per il basket dal ’67 il mondiale si chiama Coppa Naismith. Doveroso omaggio all’inventore di questo sport nel tardo ottocento ad opera del geniale professore del college di Springfield il quale mettendo due cesti alle pareti della palestra scoprì come offrire agli studenti uno sport indoor durante i lunghi inverni nevosi del nord-America.
Dopo aver vinto in Sud Africa con i calciatori, la Spagna che esordisce in questa rassegna in programma dal 28 agosto al 12 settembre contro la Francia, il match più atteso con usa-Croazia, tenta di fare il bis e di affermarsi come la regina mondiale dei due maggiori sport di palla, anche se non sarà facile per l’assenza del suo giocatore-Totem, Pau Gasol, campione del mondo NBA con la squadra dei Lakers.

La Spagna è guidata dal coach italiano Sergio Scariolo che ha dato alle “furie rosse” nel 2009 il primo titolo europeo. Bresciano, laureato in legge, è arrivato allo scudetto con la Scavolini e poi si è trasferito a Malaga e in Spagna ha messo su famiglia sposando una brava e bella giocatrice della nazionale, Bianca Ares, acquisendo quindi la nazionalità spagnola. Per quanto riguarda gli allenatori con passaporto italiano, mancherà per problemi alla schiena Mike D’Antoni, ex coach di Milano e Treviso, coach dei Knicks di Gallinari che giocherà una partita prossimamente a Milano. Doveva essere il vice del Dream Team ha marcato visita. L’altro italiano è Bogdan Tanjevic, il principe slavo nato in Montenegro trasferitosi poi a Trieste e diventato cittadino del Bel Paese e al quale si deve l’ultimo grande trofeo, l’europeo ’99. Allena la Turchia, finito il mandato arriverà a Roma dove sarà il n.1 dello staff tecnico-dirigenziale.

Intanto col taglio di Rajon Rondo, il play dei Boston Celtics, dopo lo special event in Spagna, Mike Krzyzewski, coach di Duke, uno dei grandi college americani, non quindi della NBA dalla quale vengono i giocatori, ha scelto i 12 giocatori del suo Dream Team che cercherà di riconquistare il titolo mondiale che gli Usa hanno vinto 3 volte, oltre a 3 argenti e 4 bronzi fra i quali l’ultimo è stato nell’edizione di quattro anni fa in Giappone.
La squadra del Sogno Americano non comprende le primissime star, comne Lebron James o Koby Bryant, e questi sono i prescelti, tutti possibili primattori: Chauncey Billups (Denver Nuggets), Tyson Chandler (Dallas Mavericks), Stephen Curry (Golden State Warriors), Kevin Durant (Oklahoma City Thunder), Rudy Gay (Memphis Grizzlies), Eric Gordon (Los Angeles Clippers), Danny Granger (Indiana Pacers), Andre Iguodala (Philadelphia 76ers), Kevin Love (Minnesota Timberwolves), Lamar Odom (Los Angeles Lakers), Derrick Rose (Chicago Bulls) e Russell Westbrook (Oklahoma City Thunder.

Per quanto riguarda la copertura Tv, si può vedere in pay tw o pay per view. La Rai ha acquistato i diritti, ma non ha provveduto ancora a comunicare il palinsesto che si orienterebbe, in assenza della nostra nazionale, agli incontri degli Usa e la finale del 12 settembre su Raisport 1 (uno dei due canali tematici). La Rai, come azienda di stato, decide anche in merito a riscontri d’interesse, che si riferiscono al momento, il basket ha perso fette d’interesse che agli inizi degli anni 90 avevano raggiunto i 3,4 milionni nel prime time con le gare dell’Italia nell’Europeo romano organizzato dal Messaggero. Qualcosa si sta muovendo, come ad esempio la messa in onda all’ultimo momento del recente Israele-Italia per le qualificazioni europee.

I Tv-dipendenti possono tuttavia seguire l’evento sui canali satellitari (ad esempio il tedesco Sport 1-Dsf, la Tv serba e del Montenegro), per quanto riguarda l’Italia i più fortunati sono quelle fette di popolazione del nord-est che ricevono il segnale analogico, per cui Telecapodistria (Slovenia) trasmetterà diverse partite, a cominciare da Slovenia-Tunisia e Crozia-Usa del 28 agosto, mentre è assicurata la partita del giorno dagli ottavi.
Anche stavolta niente Italia. Non si è qualificata, e per soli 600 mila ha rinunciato a una delle wild card acquistate da Russia, Germania, Lituania e Libano. Un errore non andare ai mondiali quando volendo si potevamo mettere in campo due squadre. L’attenzione è stata concentrata sulle qualificazioni europee dove alla luce dei risultati di questo agosto si profila un’Italia destinata agli esami di riparazione. Un ritorno a due anni fa, segno che conferma il livello del nostro basket che tuttavia vanta ben tre giocatori della NBA, Bargnani, Belinelli e Gallinari che ci consentono di essere competitivi nei prossimi anni. Il problema, come si è notato nelle giovanili, è il ricambio in una proiezione di 5-6 anni dove non abbiamo giocatori da draft, o dalla struttura atletica adeguata, a parte il sedicenne veneto Candussi, 211 centimetri, un modello di giocatore simile a Bargnani essendo stato impostato come ala e non come centro.

Sono più le assenze che le partecipazioni (in realtà sono 7 e 7) per l’Italia che non ha mai vinto una medaglia, ma nel ’70 e ’74 ha giocato due volte la finale per il bronzo perdendo di strettissima misura, 58-62 con l’Urss a Lubiana e 85-86 col Brasile a Manila. L’ultima partecipazione dell’Italia (e unica della prima decade del Duemila) é stato il 9° posto in Giappone nel 2006 con la squadra di Charlie Recalcati. L’ultima possibilità di qualificarsi per la Turchia era legata agli ultimi europei, ma l’Italia è riuscita per la prima volta a non entrare nella manifestazione e ha detto no anche alla wild card. Può tuttavia rientrare ai mondiali 2014 di Madrid, sia attraverso le qualificazioni (campionati europei) o con la wild card. In Spagna sarà d’obbligo esserci, soprattutto perché l’Italia si era candidata per ospitare la rassegna mondiale perdendo però per un soffio la corsa per l’assegnazione di un evento che coinvolge ben 24 formazioni a partire dal 2006.

Prima edizione – La prima edizione si è disputata nel ’50 in Argentina ed è stata vinta dalla squadra locale. Campione uscente la Spagna che ha conquistato la sua prima medaglia d’oro in Giappone battendo la Grecia 70-47, mentre per il bronzo gli Usa hanno sconfitto l’Argentina 96-81. L’ultima vittoria del Dream Team (che per la verità non si chiamava ancora così) è stata nel ’94 a Toronto dove nemmeno Ettore Messina riuscì a regalare la qualificazione alla squadra azzurra. E si trattò di una vittoria-record, 137-91 contro la Jugoslavia.

Dominio squadre europee – Il mondiale è stato dominato dalle squadre europee, con le 5 medaglie d’oro (oltre ad altre 5 fra argento e bronzo) della Jugoslavia-Serbia, 3 oro (più altre 7) dell’Urss-Russia e quella della Spagna, e l’ultima finale Spagna-Grecia in Giappone.Totale 9 medaglie d’oro più un argento (Grecia) e un bronzo (Germania) contro le 6 americane, 3 degli usa, 2 del Brasile (vincitrice anche di 2 argenti e 2 bronzi) e 1 argentina.

NBA protagonista - Sono ben 30 i giocatori di varie nazionalità che giocano nella NBA ad avere un posto fra i roster delle 24 formazioni, molti in rappresentanza dell’Europa fra i quali gli spagnoli Rudy Fernandez, Calderon e Marc Gasol, il serbo Krstic, gli sloveni Brezec, Dragic e Udrih. I francesi Diaw, Ajinca, Batum e Mahinmi, il lituano Linas Kleiza. Non ci saranno invece il francese Tony Parker, e il tedesco Dirk Nowikzy e lo spagnolo Pau Gasol, il MPV dell’ultimo europeo.

Serie A-1 rappresentata – Sono 13 invece i giocatori legati al campionato italiano, protagonisti dell’ultimo o del prossimo torneo, come: i brasiliani Marquinhos (Montegranaro) o Marcelino Huertas (passaporto italiano, ex Fortitudo), il croato Davor Kus (ex Benetton), gli sloveni Sani Becirovic (ex Milano) e Uros Slokar (ex Siena), il greco Nikos Zizis (Siena), il portoricano Guillermo Diaz (ex Biella), il turco Cenk Akyol (ex Avellino), il canadese Jesse Young (ex Teramo), il moro francese Ali Traore (la novità di Roma) e i lituani Jonas Maciulis (Armani) e Donatas Motjeunas (Benetton).

I gironi – Girone A (Kayseri): Angola, Argentina, Australia, Germania, Giordania, Serbia. Girone B (Istanbul): Brasile, Croazia, Iran, Tunisia, Slovenia, Usa. Girone C (Ankara): Cina-Costa d’Avorio, Grecia, Portorico, Russia-Turchia. Girone D (Smirne): Canada, Francia, Libano, Lituania, Nuova Zelanda, Spagna.

Programma – 1.a giornata: ore 16 Gre-Chn, Nzl-Ltu; ore 16.30: Aus-Jor, Tun-Slo. Ore 18.30 Rus-Por, Can-Lib. Ore 19: Ang-Srb, Usa-Cro. Ore 21: Civ-Tur, Fra-Spagna. Ore 21.30 Germania-Argentina, Iri-Bra.


Basket NBA: Clamoroso, Belinelli lascia Toronto per New Orleans!


Milano, 11 Agosto 2010

La Espn ha diffuso la notizia in serata: mentre il Beli assisteva alla sconfitta dell’Italia contro Montenegro, dall’altra parte dell’oceano i Toronto Raptors hanno chiuso una trade con gli Hornets per uno scambio tra il nostro alfiere e l’ala Julian Wright.

Dopo un solo anno quindi scoppia la coppia italiana in terra canadese. Per il nostro portabandiera sarà la terza avventura a stelle e strisce dopo la prima esperienza a Golden State e l’annata da numero zero con i Raptors di Toronto.

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Basket Nba: derby italiano all’esordio


NEW YORK, 11 agosto 2010 – Sarà subito derby italiano nella Nba. I Toronto Raptors di Andrea Bargnani e Marco Belinelli ospiteranno infatti i New York Knicks di Danilo Gallinari il 27 ottobre, in uno dei primissimi ‘episodi’ della regular season Nba 2010-2011 che scatterà il 26 ottobre. I Los Angeles Lakers, detentori del titolo, esordiranno ospitando gli Houston Rockets e nell’occasione riceveranno l’anello che celebra il pennant conquistato a giugno nella finale contro i Boston Celtics. I campioni della Eastern Conference saranno protagonisti dell’altro match in programma nella opening night: Boston riceverà i Miami Heat del trio Dwyane Wade, LeBron James e Chris Bosh. Raptors e Knicks, inserite nella Atlantic Division della Eastern Conference, dopo il primo confronto si troveranno di fronte in altre 3 occasioni. Il 5 dicembre ancora sul parquet canadese, l’8 dicembre e il 5 aprile 2011 invece al Madison Square Garden di New York.

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Basket, NBA: Shaquille O’Neal arriva a Boston. Parte la sfida ai Miami Heat


NEW YORK (Stati Uniti), 5 agosto 2010 – Il matrimonio finalmente si è celebrato. Shaquille O’Neal ha sciolto i dubbi ed ha firmato l’accordo con i Boston Celtics. Quello che le prime voci avevano indicato essere un contratto annuale si è invece rivelato un biennale per un totale di tre milioni di dollari. A Boston nessuno vuole confermare la durata o l’entità del contratto ma il braccio di ferro sembra essere stato quindi vinto da Shaq che come condizione pretendeva proprio un accordo biennale. Comunque sia la sostanza non cambia, i Celtics mettono un altro tassello al club che a Est potrebbe diventare l’anti Miami. Sulla carta però Orlando (e naturalmente gli Heat) sembrano comunque superiori ai campioni in carica della Eastern Conference. “Non capita tutti i giorni di aggiungere al proprio roster un giocatore del calibro di Shaquille O’Neal – commenta Danny Ainge – il suo curriculum parla da solo, siamo convinti che farà benissimo a Boston”.

DUE O’NEAL A BOSTON — Dopo una stagione con alti e bassi a Cleveland, chiusa con 12 punti, 6.7 rimbalzi e 1.2 stoppate di media, Shaq così riparte da Boston, con una squadra zeppa di veterani. “Sono onorato di poter vestire la maglia dei Celtics – dice Shaquille O’Neal – non vedo l’ora di poter iniziare per provare a vincere un altro titolo”. Boston sa di non avere troppo tempo a disposizione per provare a vincere e ha basato la sua campagna acquisti proprio sull’esperienza e la voglia di rivincita di alcuni veterani. Con Kendrick Perkins ai box almeno fino a febbraio, la dirigenza dei Celtics ha aggiunto al proprio roster prima Jermaine O’Neal, per chiudere in bellezza con l’acquisizione dell’altro O’Neal, quello dal curriculum molto più attraente, Shaquille.

DUBBI — I problemi per la compagine di Doc Rivers pero’ non mancano. I “Big Three”, Paul Pierce (32 anni), Kevin Garnett (34) e Ray Allen (35), hanno tantissimi chilometri nel loro motore, Jermaine O’Neal non è più un ragazzino (31 anni) e Shaq oltre a essere vicino al capolinea (38 anni) per il suo modo di giocare potrebbe limitare l’imprevedibilità di Rajon Rondo, un po’ come aveva fatto a Phoenix con Steve Nash. Boston però non sembra preoccuparsene e anzi è convinta di poter scalare la vetta della Eastern Conference, nonostante il dream team assemblato a Miami, nel prossimo campionato. “Sono molto contento – confessa il tecnico dei Celtics Doc Rivers – Shaq va a colmare un vuoto nel nostro roster. Credo che la squadra adesso abbia tutte le potenzialità per fare bene”. Shaq riparte da Boston con la chiara intenzione di rovinare i piani del trio James-Wade-Bosh. Non sarà facile. Fonte: gazzetta.it

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Basket NBA, calendari: i Lakers campioni contro Houston. Gli Heat di LeBron alla prima con Boston


NEW YORK, 3 agosto 2010 – Solo un assaggio. L’Nba nella notte ha rilasciato parte del suo calendario (le gare trasmesse sulla televisione nazionale della settimana di apertura, del giorno di Natale e del 17 gennaio, il Martin Luther King Day), rinviando il resto al prossimo 10 agosto. Ma l’inizio, martedì 26 ottobre, promette subito spettacolo: Boston-Miami e Lakers-Houston. E con le indiscrezioni che arrivano dalle varie città Nba, si possono già individuare alcune date da cerchiare in rosso.

derby italiano — I tifosi italiani non dovranno aspettare molto per vedere la sfida tra Toronto Raptors e New York Knicks, le squadre in cui giocano Andrea Bargnani, Marco Belinelli e Danilo Gallinari: mercoledì 27 ottobre, infatti, i newyorkesi di Mike D’Antoni saliranno fino all’Air Canada Centre per inaugurare la loro stagione contro i canadesi. I Knicks saranno impegnati in trasferta (a Boston) anche nella loro partita successiva, e il 30 ottobre debutteranno al Madison Square Garden contro i Portland Trail Blazers. Altre date importanti nella prima parte di stagione della squadra di Danilo Gallinari: il 17 dicembre al Madison Square Garden sarà di scena Miami (attesa nuovamente il 27 gennaio), otto giorni più tardi la visita dei nuovi Chicago Bulls.

OPENING WEEK — Il via ufficiale alla stagione Nba 2010-11 è previsto per martedì 26 ottobre: tra le sfide dell’opening night spicca il debutto di Miami, versione Big Three con Dwyane Wade, LeBron James e Chris Bosh. Gli Heat saranno a Boston, ospiti dei Celtics. In campo anche i Los Angeles Lakers campioni in carica, che allo Staples Center riceveranno gli anelli per il titolo vinto in giugno subito prima di ospitare gli Houston Rockets e il ritorno sul parquet di Yao Ming. Tra le sfide del giorno dopo, quando si alzerà il sipario sulla stagione della gran parte delle 30 squadre Nba, spicca il debutto dei nuovi Bulls in casa di Oklahoma e la prima dei nuovi Clippers di Vinny Del Negro contro Portland. Orlando terrà a battesimo Washington e la prima scelta del draft 2010 John Wall il 28: la stessa sera in programma anche la sfida tra Utah e Phoenix, con i Suns che il 29 ospiteranno i Lakers nella prima rivincita delle finali della Western Conference. Chiudono la prima settimana Houston-Denver (il 30 ottobre), Oklahoma-Utah (il 31) e Chicago-Portland (1 novembre).
il ritorno — Altra data cerchiata in rosso, questa volta sui calendari di tutti gli appassionati Nba: giovedì 2 dicembre, giorno del ritorno di LeBron James nella sua Cleveland con la sua nuova squadra, Miami. Si replica il 29 marzo, con Cleveland attesa a Miami il 15 dicembre e il 31 gennaio. Gli Heat giocheranno la seconda partita della loro stagione il 27 ottobre a Philadelphia, prima di debuttare in casa il 29 ottobre ospitando gli Orlando Magic

NATALE CON L’NBA — Cinque partite da non perdere il giorno di Natale: apre (alle 18 ora italiana) la sfida del Madison Square Garden tra Knicks e Chicago. Alle 20.30 italiane Orlando-Boston (di nuovo di fronte il 17 gennaio, ma a campi invertiti), alle 23 quella la sfida più pronosticata per le finali di giugno: Lakers-Miami. Le altre due sfide natalizie sono Oklahoma-Denver e Golden State-Portland.

LONDON CALLING — L’Nba è pronta a sbarcare a Londra (che il 4 ottobre ospiterà il match di preseason tra Los Angeles Lakers e Minnesota Timberwolves) con una doppia sfida di stagione regolare. Di fronte alla O2 Arena, il 4 e 5 marzo, i Toronto Raptors di Andrea Bargnani e Marco Belinelli e i New Jersey Nets, la squadra di proprietà del magnate russo Mikhail Prokhorov (che debutterà a Newark il 27 ottobre contro Detroit e quattro giorni più tardi affronterà Miami).

IL REGOLAMENTO — Il calendario Nba prevede una regular season di 82 partite per ciascuna delle 30 franchigie (1230 match in tutto): ogni squadra gioca 4 volte contro un team della stessa division e due contro quelle della conference a cui non appartiene. Contro le altre squadre della stessa conference il numero di sfide varia da 3 a 4.
fonte: www.gazzetta.it

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Basket NBA: Trovato morto Wright, ex lungo. Forse omicidio


NEW YORK, 29 luglio 2010 – Si è conclusa nel peggiore dei modi la vicenda legata alla strana scomparsa di Lorenzen Wright. L’ex lungo di Clippers, Grizzlies, Hawks, Kings e Cavaliers non aveva più dato notizie di sé dallo scorso 19 luglio, costringendo così la sorella Savia Archie a riportare alle autorità la sua scomparsa. La polizia di Memphis, la città nella quale Wright aveva giocato sia a livello collegiale che pro, aveva così iniziato una ricerca che si è conclusa nel tardo pomeriggio di mercoledì, quando il corpo senza vita del cestista è stato ritrovato in un bosco non lontano dal delta del Mississippi.
triste epilogo — Wright da Memphis avrebbe dovuto recarsi ad Atlanta con i suoi sei figli (che abitano nel Tennessee con l’ex moglie), ma da una decina di giorni aveva fatto perdere le sue tracce preoccupando così i famigliari, che avevano allertato la polizia. Dopo una lunga ricerca mercoledì è arrivato il triste epilogo, con la morte del cestista 34enne che aveva chiuso la sua carriera Nba con la maglia dei Cavaliers nella stagione 2008-09. La polizia ha così avvertito il padre di Lorenzen, Herb, un ex cestista con un passato da professionista in Finlandia che dal 1983 anni è su una sedia a rotelle dopo essere stato colpito alla schiena da un proiettile proprio davanti agli occhi del figlio. Il decesso sarebbe dovuto a uno o più colpi di arma da fuoco ma per adesso le autorità non si sbilanciano. In un primo tempo la tesi più accreditata sembrava quella del suicidio. Wright stava attraversando un momento difficile da un punto di vista economico (il governo federale aveva messo i sigilli sia sulla sua villa ad Atlanta sia sulla sua casa di Memphis a causa dei debiti contratti dal giocatore) e soffriva di depressione.
forse omicidio — Ma l’indagine avrebbe anche aperto scenari complessi. Il 19 luglio, infatti, dal cellulare di Wright sarebbe partita una telefonata diretta al 911 (in pratica il 113 americano) nella quale una centralinista avrebbe udito delle grida e almeno 10 colpi di pistola, prima della brusca interruzione della chiamata. La polizia per ora non va oltre un “no comment” e non rivela se il decesso di Wright è avvenuto per un singolo colpo di pistola, avvalorando così la tesi del suicidio, oppure se il corpo del cestista presenta più ferite da arma da fuoco. Gli amici di Wright sembrano però propendere per la tesi dell’omicidio. “Lorenzen era un ragazzo d’oro, sempre allegro e sempre pronto alla battuta – sostiene Antavio Brigance che oltre a essere amico di Wright era anche il suo barbiere – portava spesso con sé grosse somme di denaro in contati, forse proprio questa sua abitudine l’ha messo nei guai”. Soltanto nelle prossime ore le autorità di Memphis scioglieranno i dubbi sul decesso di Lorenzen Wright . I dettagli sono ancora confusi, di sicuro però ai tifosi di Memphis Wright, un giocatore che in città ha lasciato splendidi ricordi soprattutto per la sua grande disponibilità nei confronti dei fan, mancherà moltissimo.
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Basket NBA: Lakers, Bynum operato al ginocchio


MILANO 29 luglio 2010 – Andrew Bynum, pivot dei Los Angeles Lakers, è stato operato con successo al ginocchio destro a New York. Lo ha annunciato la franchigia californiana, vincitrice degli ultimi due titoli Nba. Bynum (22 anni, 2,13 di altezza per 130 kg) si era infortunato al menisco nel corso del primo turno dei play-off contro Oklahoma City ma aveva preferito rimandare l’intervento al termine della stagione.

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Basket Nba: Da Mcgrady a O’Neil passando per Iverson, quanti grandi cercan squadra


NEW YORK, 21 luglio 2010 – Matt Barnes è l’uomo più richiesto attualmente su piazza in Nba. L’ala in uscita da Orlando lunedì sera aveva annunciato un accordo con i Raptors (9 milioni in due anni), ma lo scambio tra Magic e Toronto è saltato per questioni di salary cap. La squadra di Andrea Bargnani e Marco Belinelli, che quest’estate ha già perso Boris Diaw e Tyson Chandler quando l’accordo sembrava fatto, resta in pole per il 30enne in Nba dal 2003, ma deve guardarsi soprattutto dalla concorrenza di Cleveland, con Miami, Lakers e Boston che monitorano la situazione. Gli Heat intanto hanno chiuso con Juwan Howard, 37enne in uscita da Portland che sarebbe dovuto sbarcare a South Beach già nel 1996, quando però l’Nba bocciò l’accordo da 100 milioni in 7 anni perché Miami era troppo sopra il salary cap. Pat Riley ora ha 12 giocatori sotto contratto e sta lavorando al ritorno di Carlos Arroyo, ma potrebbe virare su Allen Iverson, che accetterebbe di partire dalla panchina pur di tornare in Nba in una squadra da titolo. Anche un altro grandissimo degli ultimi 15 anni, Shaquille O’Neal, è in cerca di squadra. Il 38enne vorrebbe 5,8 milioni e la certezza di minuti di qualità, ma l’unica squadra seriamente sulle sue tracce è Atlanta, la cui offerta è ferma a due milioni. Su piazza resta ancora Tracy McGrady, che sta provando con i Clippers dopo aver suscitato l’interesse di Lakers e Bulls, che intanto hanno preso C.J. Watson, guardia 26enne arrivata da Golden State in cambio di una seconda scelta al draft 2011. Chicago al momento ha 10 giocatori sotto contratto e altri 4,5 milioni sotto il salary cap, da usare per una guardia e un centro. Houston nel frattempo ha presentato Brad Miller, 34enne strappato proprio a Chicago con un triennale da 15 milioni: farà la riserva di Yao Ming, pronto a rientrare dopo un anno ai box per infortunio.

Fonte: Gazzetta.it


Basket NBA: O’Neal, Iverson e Mc Grady, quando le ex-stelle stanno a guardare


MILANO 21 luglio 2010 – Matt Barnes è l’uomo più richiesto attualmente su piazza in Nba. L’ala in uscita da Orlando lunedì sera aveva annunciato un accordo con i Raptors (9 milioni in due anni), ma lo scambio tra Magic e Toronto è saltato per questioni di salary cap. La squadra di Andrea Bargnani e Marco Belinelli, che quest’estate ha già perso Boris Diaw e Tyson Chandler quando l’accordo sembrava fatto, resta in pole per il 30enne in Nba dal 2003, ma deve guardarsi soprattutto dalla concorrenza di Cleveland, con Miami, Lakers e Boston che monitorano la situazione. Gli Heat intanto hanno chiuso con Juwan Howard, 37enne in uscita da Portland che sarebbe dovuto sbarcare a South Beach già nel 1996, quando però l’Nba bocciò l’accordo da 100 milioni in 7 anni perché Miami era troppo sopra il salary cap. Pat Riley ora ha 12 giocatori sotto contratto e sta lavorando al ritorno di Carlos Arroyo, ma potrebbe virare su Allen Iverson, che accetterebbe di partire dalla panchina pur di tornare in Nba in una squadra da titolo. Anche un altro grandissimo degli ultimi 15 anni, Shaquille O’Neal, è in cerca di squadra. Il 38enne vorrebbe 5,8 milioni e la certezza di minuti di qualità, ma l’unica squadra seriamente sulle sue tracce è Atlanta, la cui offerta è ferma a due milioni. Su piazza resta ancora Tracy McGrady, che sta provando con i Clippers dopo aver suscitato l’interesse di Lakers e Bulls, che intanto hanno preso C.J. Watson, guardia 26enne arrivata da Golden State in cambio di una seconda scelta al draft 2011. Chicago al momento ha 10 giocatori sotto contratto e altri 4,5 milioni sotto il salary cap, da usare per una guardia e un centro. Houston nel frattempo ha presentato Brad Miller, 34enne strappato proprio a Chicago con un triennale da 15 milioni: farà la riserva di Yao Ming, pronto a rientrare dopo un anno ai box per infortunio.

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