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Basket, NBA: in Toronto-Lakers Lapo tocca la palla. E fa arrabbiare Calderon


Elkann, in prima fila per vedere Los Angeles contro la Toronto degli “italiani”, interferisce con un’azione dei Raptors impedendo allo spagnolo di tener viva l’azione. “Non sono un esperto di basket…”, ha detto alla rete tv Espn

LOS ANGELES (Stati Uniti), 10 marzo 2010 – Poteva chiedere consiglio a Jack Nicholson, Cameron Diaz o altri affezionati tifosi di basket. Invece Lapo Elkann, che è andato a vedersi la sfida tra Lakers e Toronto allo Staples Center, ne ha combinata una non male.

Interferenza — “Ho visto la palla che arrivava e l’ho spinta. Non sono un esperto di basket…”. Elkann si è guadagnato qualche secondo di visibilità con un inopportuno intervento nella sfida che ha visto poi LA battere di due punti la squadra nella quale militano gli italiani Andrea Bargnani e Marco Belinelli. Elkann, seduto in prima fila allo Staples Center, a 1′48″ dalla fine della partita ha interferito in un’azione offensiva dei Raptors: ha toccato il pallone impedendo allo spagnolo Josè Calderon di recuperare la sfera.

Calderon furioso — La reazione di Calderon, playmaker arrivato in Nba nel 2005 e capace di chiudere la scorsa stagione con 12.8 punti a partita e ben 8.9 assist, è stata a dir poco stizzita: avrebbe avuto la possibilità di evitare una rimessa in favore dei Lakers e, per questo, non ha nascosto il suo disappunto, frenando la rabbia soltanto per le pronte scuse di Lapo. Se si considera che Toronto sta lottando per un posto ai playoff e ha perso la partita allo Staples per un tiro di Bryant sulla sirena, quella palla non recuperata dai Raptors a meno di 2 minuti dalla fine assume un peso notevole…

Dichiarazioni — “Con due italiani in campo, da italiano speravo che i Raptors vincessero. Ho visto la palla che veniva verso di me e l’ho toccata”, ha detto Lapo al network Espn. “Io so più di calcio che di pallacanestro”, si è scusato Elkann, mostrando anche alla tv a stelle e strisce il tatuaggio che testimonia l’amore per la Juventus. Se Elkann è un esperto di soccer, ha ironizzato Espn, dovrebbe sapere che nel calcio non si possono usare le mani. “Non si può – ha confermato lui -. L’unico a cui è stato permesso è stato Maradona ai Mondiali”. Fonte: gazzetta.it

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Basket, NBA: Milwaukee a sorpresa ferma Boston, Charlotte vede i playoff


Williams trascina Utah a Chicago con 28 punti e 17 assist, anche i Blazers si avvicinano alla postseason battendo Sacramento. Houston passa a Washington, Indiana si sbarazza di Philadelphia, tutto facile per Orlando contro i Clippers

MILANO, 10 marzo 2010 – Milwaukee continua a stupire e ferma anche Boston. Utah, guidata da Williams e Miles, fa a fette la difesa di Chicago. Buone vittorie per Charlotte e Portland in ottica playoff, tutto facile per Orlando sui Clippers. Stanotte in campo tutti gli italiani: New York e Gallinari fanno visita a San Antonio, Bargnani, Belinelli e i Raptors di scena a Sacramento.

Milwaukee Bucks-Boston Celtics 86-84 – Un altro grande risultato nella più che positiva stagione dei Milwaukee Bucks (34-29), lanciati verso un posto nei playoff. Con un Bogut dominante a centro area, i ragazzi di Scott Skiles hanno costruito la vittoria con un grosso sforzo difensivo per limitare le bocche da fuoco bostoniane (in particolare solo 3 punti con 0/3 dal campo per il grande ex Ray Allen) e resistendo alla rimonta degli ospiti nel finale. Brandon Jennings, che aveva annunciato su Twitter di voler selezionare meglio i suoi tiri attraverso espressioni un pochino colorite, ha dato 7 punti di vantaggio ai suoi con una palombella a centro area (86-79 2′42) degna di Steve Nash, i Celtics (40-22) hanno reagito con il 2+1 firmato Rondo e il tiro frontale di Garnett per il -2 (86-84 a 53 secondi dalla fine). I Bucks non segnano più, ma Pierce sbaglia l’ultimo tiro e lancia l’esultanza del Bradley Center.
Milwaukee: Bogut 25 (10/18, 5/5 tl), Delfino 19, Slmons 16, Jennings 13. Rimbalzi: Bogut 17. Assist: Jennings e Salmons 4.
Boston: Rondo 20 (6/10, 8/9 tl), Garnett 14, Pierce 12. Rimbalzi: Garnett 10. Assist: Rondo 6.

Chicago Bulls-Utah Jazz 108-132 – Deron Williams stravince il confronto diretto con Derrick Rose, guidando i Jazz (41-22) alla 22ª vittoria nelle ultime 27 uscite. Gli ospiti hanno fatto la differenza scappando via nel terzo periodo, partendo da una situazione di parità: Miles chiude con 5 punti consecutivi un parziale di 13-1 per gli ospiti (90-78 a 1′27 dalla fine), e l’esterno di Utah ha continuato il suo lavoro maltrattando la difesa di Chicago (31-32) con 16 punti nel solo ultimo periodo (con 4/6 nelle triple), in cui gli ospiti hanno addirittura dilagato (40 punti segnati). Per Miles si è trattato del record stagionale di punti, mentre Williams ha stabilito il suo primato stagionale negli assist.
Chicago: Rose 25 (10/19, 5/6 tl), Miller 20, Deng e Murray 14, Hinrich 12, Warrick 11. Rimbalzi: Hinrich e Warrick 5. Assist: Rose 13.
Utah: Williams 28 (8/10, 3/5, 3/4 tl), Miles 26, Boozer e Millsap 16, Okur 14, Kirilenko e Matthews 12. Rimbalzi: Boozer 10. Assist: Williams 17.

Orlando Magic-Los Angeles Clippers 113-87 – Tutto molto, troppo facile per Orlando (45-20) contro una squadra dei Clippers (25-39) che ha annunciato a durante partita la rescissione contrattuale con Mike Dunleavy anche come general manager, dopo aver già sostituito l’ex coach di Portland in panchina. Non è bastata la voglia di giocare di Baron Davis malgrado dei problemi allo stomaco, i Magic sono letteralmente passati sopra agli avversari sfruttando la potenza di Dwight Howard in area come fonte d’ispirazione. Il punteggio all’intervallo (67-41) diceva già tutto quello che c’era da sapere su questa partita. I giocatori hanno saputo dell’addio di Dunleavy dall’allenatore Kim Hughes negli spogliatoi, dopo la fine della gara. “A questo punto non mi sorprende più niente”, ha commentato Baron Davis.
Orlando: Howard 22 (9/12, 4/4 tl), Nelson 17, Lewis 15, Carter 13, Barnes e Redick 10. Rimbalzi: Howard 15. Assist: Nelson 8.
L.A. Clippers: B. Davis 16 (5/11, 2/4), Gooden e Kaman 12, Blake 11. Rimbalzi: Gooden 14. Assist: B. Davis 9.

Indiana Pacers-Philadelphia 76ers 107-96 – Privi di Danny Granger (sospeso), gli Indiana Pacers (21-43) hanno trovato altre risorse sul perimetro per giocare un brutto scherzo a Philadelphia. La squadra di casa, soprattutto, ha giocato di squadra, collezionando ben 32 assist sui 42 canestri segnati, per approfittare di una difesa dei 76ers (23-40) non propriamente ermetica. I Pacers hanno provato a scappare sul finire del terzo quarto (8-0 con le triple di Murphy e Dunleavy e 2 punti di Jones per il 74-62 a 2′29 dalla fine del terzo quarto), ma il break decisivo è arrivato dopo la reazione ospite culminata nel -6 firmato Dalembert (94-88 a 3′49 dalla fine). I padroni di casa hanno risposto con un parziale di 11-2 (con 6 punti di T.J. Ford) per toccare il massimo vantaggio (105-90 a 1′30 dalla fine) e chiudere i conti.
Indiana: Jones 25 (9/15, 7/8 tl), Rush 24, Murphy 19, Hibbert 12, Ford 11. Rimbalzi: Hibbert 11. Assist: Watson 10.
Philadelphia: Holiday 21 (6/11, 2/4, 3/4 tl), Dalembert 16, Green 13, Williams 11. Rimbalzi: Dalembert 11. Assist: Iguodala e Holiday 4.

Washington Wizards-Houston Rockets 88-96 – I Rockets (32-31) festeggiano la vittoria e il rientro in campo di Trevor Ariza e Kyle Lowry, che allunga finalmente le rotazioni della squadra e soprattutto ne aumenta il potenziale. La doppia doppia di Scola ha guidato al successo i ragazzi di Adelman, malgrado una percentuale dal campo del 38.4% (solo 6/28 da fuori). Gli ospiti hanno preso in mano la gara nel terzo quarto, allungando dal +8 dell’intervallo (48-40) fino al massimo vantaggio (67-49 firmato Jordan Hill) a 2′28 dall’ultima pausa. Washington (21-40) è tornata in gara grazie alle giocate di Al Thornton e Nick Young (86-92 a 1′12 dal termine), ma i tiri liberi di Martin e Brooks hanno assicurato la vittoria a Houston.
Washington: Blatche 18 (9/22), Young 18 (4/9, 2/4, 4/4 tl), Thornton 15, Singleton 12. Rimbalzi: Thornton 9. Assist: Miller e Livingston 5.
Houston: Scola 23 (8/16, 7/8 tl), Martin 21, Brooks 14, Ariza 13, Hill 11. Rimbalzi: Scola 10. Assist: Lowry 4.

Charlotte Bobcats-Miami Heat 83-78 – Dopo la partenza con i fuochi d’artificio da parte di Miami (32-32), che ha dominato nella prima metà di gara fino a toccare il +15 (42-27 a 5′05 dall’intervallo), i Bobcats (31-31) di Larry Brown hanno messo il lucchetto al proprio canestro, concedendo appena 12 punti nell’ultimo periodo agli ospiti e costruendo così un successo molto prezioso in ottica playoff, malgrado il poverissimo 38.9% dal campo messo insieme da Jackson e compagni. Il finale di gara è stato punto a punto, con Boris Diaw a tenere lì i suoi con 4 punti consecutivi e il sorpasso firmato dalla tripla di Ray Felton (78-76 a 3′31 dalla fine). L’ultimo canestro dal campo lo segna Tyrus Thomas (80-78 a 1′15 dalla fine), poi gli errori di Wade e Haslem vengono puniti dalla lunetta da Felton e Diaw, per dare la vittoria a Charlotte.
Charlotte: Jackson 17 (4/11, 2/6, 3/4 tl), Felton 15, Diaw 11, Augustin 10. Rimbalzi: Wallace 17. Assist: Felton 11.
Miami: Wade 27 (10/24, 1/5, 4/4 tl), O’Neal 19, Beasley 11. Rimbalzi: Haslem 11. Assist: Arroyo 5.

Portland Trail Blazers-Sacramento Kings 88-81 – Bisogna aspettare il finale di gara perché Brandon Roy e compagni possano aver ragione dei Kings (21-43), ancora attaccati al punteggio e alla partita sul 74 pari firmato da Thompson a 8′11 dalla fine della gara, dopo aver chiuso sotto di 10 all’intervallo tra secondo e terzo periodo (52-42 Portland). I Blazers (38-28) si sono affidati al proprio leader, che non li ha traditi: suoi gli assist per Camby e Batum, suo il tiro del +7 (85-78) a 2′06 dalla fine, che ha permesso ai ragazzi di coach Mc Millan di controllare il finale di gara.
Portland: Roy 19 (8/16, 3/7 tl), Batum e Miller 14, Aldridge 13, Webster 11. Rimbalzi: Camby, Roy e Howard 8. Assist: Miller 5.
Sacramento: Evans 18 (8/18, 0/1, 2/3 tl), Landry 17, Udrih 13. Rimbalzi: Hawes 9. Assist: Evans 6. Fonte: gazzetta.it

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Basket, NBA: Bargnani-show, ma contro i Lakers decide Bryant sulla sirena


Kobe fa ripartire i Lakers dopo tre sconfitte consecutive: a Los Angeles, Toronto è a lungo in vantaggio, ma viene beffata allo scadere. Eccellente primo tempo di Bargnani, che chiude la gara con 21 punti. Una sola tripla per Belinelli

NEW YORK, 10 marzo 2010 – Il canestro allo scadere di Kobe Bryant decide un match intenso e divertente. Toronto, guidata da un ottimo Andrea Bargnani, gioca bene e rimane davanti per buona parte della gara ma si deve arrendere alle prodezze del fenomeno di LA. I Lakers alla fine vincono 109-107.

Momento negativo — Lakers e Raptors arrivano alla sfida dello Staples Center in un non facile momento per entrambe. I campioni in carica sono reduci da tre sconfitte consecutive, Toronto, invece, ha perso cinque delle ultime sei gare. Non certo il ruolino di marcia che si aspettava coach Triano. Gli ospiti comunque giocano senza nessun timore reverenziale. La compagine canadese parte con il piede giusto e mette in difficoltà i Lakers con i canestri di DeMar DeRozan e Chris Bosh. I padroni di casa ci mettono un po’ a carburare ma negli ultimi minuti della frazione Pau Gasol suona la carica, Toronto così va sotto e chiude il primo quarto con un ritardo di cinque lunghezze. Kobe Bryant brilla soltanto a sprazzi, la truppa di Phil Jackson comunque, pur senza fare cose straordinarie, riesce a rimanere davanti.

Parziale italiano — Almeno fino a quando va in scena il Bargnani show. L’azzurro ruba le luci della ribalta a metà del secondo quarto. Il giocatore romano riporta davanti i Raptors con una tripla, poi un canestro da sotto e una schiacciata danno inizio allo sprint di Toronto. Ci pensa anche Marco Belinelli, appena entrato in campo, a dare il suo contributo al parziale tutto azzurro di Toronto con una bella tripla in transizione. Un gioco da tre punti e un’altra tripla del Mago spingono i Raptors al +5. In quattro minuti arrivano così 16 punti tutti “italiani” per Toronto. Jarrett Jack con una tripla aumenta il vantaggio della squadra canadese che così va al riposo avanti 58-50 dopo aver tirato con un ottimo 64% dalla lunga distanza. Eccellente il primo tempo di Andrea Bargnani: 15 punti (13 dei quali negli ultimi cinque minuti del secondo quarto), cinque rimbalzi e due stoppate. Soltanto un paio di minuti sul parquet per Belinelli che comunque si fa sentire con una bella giocata difensiva e una tripla.

Punto a punto — I Lakers provano a cambiare ritmo all’inizio del terzo quarto. Un paio di conclusioni di Kobe Bryant non tolgono spazio a un caldissimo Andrew Bynum. Il lungo di LA riporta sotto i padroni di casa firmando nove punti nei primi sei minuti della frazione. Toronto risponde con un canestro di Bargnani e con la produzione di Jack. Gli ospiti così riescono a rimanere davanti (84-81) anche alla fine del terzo quarto. Con Kobe in panchina all’inizio del quarto periodo i Lakers tornano davanti, Toronto però non ci sta e con un parziale di 6-0 mette pressione alla truppa di Phil Jackson.

Naturalmente Kobe — Le cose cambiano quando Kobe Bryant torna sul parquet. Il fenomeno di LA vuole mettere fine alla striscia negativa dei campioni in carica e decide di cambiare marcia. I punti di Kobe rimettono davanti i Lakers che sembrano in grado di gestire il vantaggio. Bargnani riavvicina gli ospiti che però a 19’’ dalla sirena sono sotto di tre lunghezze. La difesa di Los Angeles fa confusione e Bosh la punisce con la tripla che riporta il match in parità e zittisce lo Staples Center. Ci sono ancora nove secondi a disposizione dei Lakers un’eternità per uno come Kobe Bryant. La palla naturalmente va nelle mani del leader di Los Angeles, Antoine Wright gli concede pochissimo spazio, anche Bargnani tenta il raddoppio ma non c’e’ nulla da fare, allo scadere Kobe punisce i Raptors con un canestro dal perimetro dall’altissimo quoziente di difficoltà . I campioni in carica così tornano alla vittoria e ancora una volta devono ringraziare il loro fenomeno.

Bargnani: 21 punti (6/11 da due, 2/6 da tre e ¾ ai liberi) con 8 rimbalzi e 2 stoppate in 37’.
Belinelli: 3 punti (1/1 da tre) con 3 rimbalzi in 10’.
Los Angeles: Bryant 32 (11/19, 0/1), Bynum 22, Gasol 17. Rimbalzi: Gasol 9. Assist: Bryant 6.
Toronto: Bosh 22 (5/16, 2/2), Bargnani 21, Jack 18. Rimbalzi: Bargnani 8. Assist: Jack 7. Fonte: gazzetta.it

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Basket, NBA: stampa Usa contro Iverson. “Ha problemi di alcool e con il gioco”


MILANO, 9 marzo 2010 – Alcol e scommesse: Allen Iverson, guardia dei Philadelphia 76ers, rischia di dilapidare il proprio patrimonio per questi due vizi. Lo scrive il Philadelphia Inquirer, sostenendo che il giocatore è stato bandito dai casinò di Atlantic City e Detroit. “The Answer”, questo il suo soprannome, sta vivendo un momento particolarmente complesso, tra la figlia malata e la moglie Tawana che il 4 marzo ha formalizzato la richiesta di divorzio”.

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Basket, NBA: Dallas inarrestabile, contro Minnesota dodicesima vittoria consecutiva


NEW YORK, 9 marzo 2010 – Cleveland è più forte degli infortuni: quelli di James e O’Nealnon sono sufficienti per far arrendere la squadra di coach Brown al cospetto degli Spurs, senza Parker ma con un fantastico Ginobili. Show offensivi a New Orleans (vincono gli Hornets) e Minneapolis (passa Dallas). Memphis regola New Jersey.

Cleveland Cavaliers-San Antonio Spurs 97-95 – L’assenza di LeBron James contro quella di Tony Parker, c’era curiosità per sapere quale di queste due importanti mancanze avrebbe pesato di più. Nonostante un Manu Ginobili assolutamente in serata di grazia, San Antonio (36-25) ha dovuto interrompere la sua striscia di 4 vittorie consecutive, e proprio l’argentino è stato autore di una giocata controversa nel finale: sul 93-90 per i Cavs (50-15), lo step- back dell’ex reggino e bolognese sembrava aver dato il pareggio a 14 secondi dalla fine. Invece, anche grazie all’ausilio dell’instant replay, gli arbitri hanno potuto verificare come la guardia degli Spurs avesse toccato con il piede la riga del tiro da tre punti, convalidando il canestro da due punti e lasciando tatticamente in mano la gara ai padroni di casa, perfetti poi dalla lunetta con Mo Williams e Anderson Varejao. Cleveland resiste così alle assenze (O’Neal oltre a James, più l’infortunio al ginocchio sinistro di Jamison nel corso del terzo periodo) anche grazie a 10 punti nell’ultimo quarto di Delonte West.
Cleveland: Jamison 17 (3/8, 3/4, 2/4 tl), Mo Williams 17 (6/11, 1/5, 2/2 tl), West 16, J. Williams 13, Hickson 12, Varejao 11. Rimbalzi: Varejao 9. Assist: Mo Williams 8.
San Antonio: Ginobili 38 (5/12, 7/11, 7/7 tl), Hill 23, Duncan 13. Rimbalzi: Richardson 9. Assist: Ginobili e Duncan 5.

Minnesota Timberwolves-Dallas Mavs 112-125 – Dodicesima vittoria consecutiva per i Mavericks (44-21), al termine di una sfida dominata dagli attacchi, in particolare da quello innescato da Jason Kidd e compagni. Che le difese non fossero propriamente ermetiche lo si era capito all’intervallo (71-61 Mavs), e in questo contesto ha vinto la squadra con più talento, semplicemente. Shawn Marion ha guidato i suoi compagni con il suo massimo stagionale nei punti, inutile, per Minnesota (14-50), la strepitosa performance statistica di Al Jefferson, di ritorno dopo due gare di sospensione. Dallas non perde dall’ultimo 16 febbraio, e occupano la seconda posizione della Western Conference. Da segnalare l’episodio che ha coinvolto nell’ultimo quarto Ryan Hollins e Dirk Nowitzki, con il giocatore di Minnesota per un colpo al volto nei confronti del tedesco.
Minnesota: Jefferson 36 (15/21, 6/7 tl), Hollins e Flynn 13, Gomes 12, Brewer e Sessions 11. Rimbalzi: Jefferson 13. Assist: Flynn 8.
Dallas: Marion 29 (14/25, 1/2 tl), Nowitzki 24, Butler 23, Kidd 12, Beaubois 11. Rimbalzi: Marion 14. Assist: Kidd 10.

New Orleans Hornets-Golden State Warriors 135-131 – Che il playmaker degli Hornets (32-32) viaggi a 22.0 punti e 10.8 assist nelle ultime 5 partite non fa notizia, nemmeno se si chiama Darren Collison invece di Chris Paul. Il rookie classe 1987 di New Orleans pareggia il record stagionale per singola gara di Steve Nash, distribuendo 20 dei 38 assist recapitati dalla sua squadra, in una partita dal ritmo folle come è ormai lecito aspettarsi a ogni esibizione di Golden State (17-46). Dopo un primo quarto piuttosto agevole per la squadra di casa (36-25), la partita è stata un botta e risposta che si è protratta fino agli ultimi secondi, quando sul 134-131 C.J. Watson ha mancato l’opportunità di pareggiare con la tripla dall’angolo, consegnando la vittoria nelle mani di New Orleans.
New Orleans: West 28 (11/16, 6/7 tl), Thornton 28 (9/13, 2/6, 4/5 tl), Okafor 22, Stojakovic e Collison 16, Peterson 12. Rimbalzi: West 13. Assist: Collison 20.
Golden State: Morrow 28 (5/7, 6/6, 0/1 tl), Williams 28 (9/13, 1/3, 7/8 tl), Maggette e George 18, Curry e Watson 12, Hunter 10. Rimbalzi: Tolliver 5. Assist: Watson 7.

Memphis Grizzlies-New Jersey Nets 107-101 – I Grizzlies (33-31) dominano per mezza partita prima di complicarsi la vita contro i Nets (7-56), presentatisi senza Yi Jianlian per via di una distorsione alla caviglia. I padroni di casa hanno condotto anche di 21 lunghezze a 1′40 dall’intervallo (63-42 con un tiro libero dell’iraniano Haddadi), ma sospinti dalla mira di Courtney Lee gli ospiti hanno approfittato di un calo di tensione dei ragazzi di coach Hollins (88-84 proprio con la tripla di Lee a 8′26 dalla fine) per riaprire il discorso. A richiuderlo ci pensa Rudy Gay, con 5 punti in un minuto (101-93 a 1′15 dal termine).
Memphis: Gay 21 (7/17, 0/1, 7/9 tl), Conley 21 (7/13, 2/5, 1/2 tl), Gasol 19, Carroll e Young 10. Rimbalzi: Gasol 13. Assist: Mayo 6.
New Jersey: Lee 30 (11/14, 2/6, 2/3 tl), Harris 28, Williams 14, Lopez 10. Rimbalzi: Lopez e Humpries 7. Assist: Lopez e Williams 6. Fonte: gazzetta.it

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Basket, NBA: New York torna a volare, Gallinari trascinatore con 27 punti


New York lascia a riposo McGrady e Danilo, con 27 punti e una gran difesa, la trascina a un convincente successo contro Atlanta. Agli Hawks non bastano Johnson e un tentativo di rimonta finale: si chiude 99-98

NEW YORK, 9 Marzo 2010 – Per la terza volta in questo campionato i Knicks riescono a fare lo sgambetto ad Atlanta. Gli Hawks soffrono soprattutto l’aggressività di un eccellente Danilo Gallinari, il quale non solo firma 27 punti ma mostra grande intensità anche in difesa. La squadra di casa rischia nel finale ma vince con pieno merito 99-98. Non c’e’ Tracy McGrady, al quale Mike D’Antoni decide di dare un turno di riposo. Il quintetto torna a essere così più convenzionale con un playmaker di ruolo, lo spagnolo Sergio Rodriguez (oramai Chris Duhon è uscito definitivamente dalla rotazione di coach D’Antoni) e l’atletico Bill Walker al posto di Al Harrington, il quale parte dalla panchina.

Sprint — Pronti via e Danilo Gallinari mette il suo primo mattone su un eccellente quarto con una schiacciata. Joe Johnson e Josh Smith sono clienti difficili per tutti, la difesa di New York comunque tenta di contenere la fisicità degli Hawks. New York rimane nella scia di Atlanta grazie alla produzione di un super Gallinari. L’azzurro firma due canestri dal perimetro, poi grazie alla sua tripla i Knicks passano a condurre. Un altro canestro pensate dell’azzurro prima della fine della frazione permette alla squadra di casa di chiudere sul 27 pari. Davvero positivo il primo quarto di un Danilo Gallinari perfetto (3/3 da due e 2/2 da tre) dal campo. Entrambe le compagini inziziano a sporcare le proprie percentuali nel secondo periodo. Il Gallo produce un altro canestro dalla media distanza, Atlanta prova a piazzare lo sprint con la produzione di Josh Smith ma i Knicks giocano con diligenza e tengono il passo degli ospiti nonostante mettano a referto soltanto 17 punti nella seconda frazione. Gli Hawks così vanno negli spogliatoi avanti di due lunghezze.

Fuga — L’attacco di New York riprendere a correre all’inizio del terzo quarto. L’aggressività di Gallinari contagia i compagni. Joe Johnson risponde presente ma sette punti consecutivi a metà frazione di un caldissimo Gallo spingono i padroni di casa al +5. Gli ospiti si affidano a Johnson (un prossimo free agent considerato come una sorta di “piano B” per New York se fallisse l’assalto a LeBron, Wade o Bosh) ma la squadra newyorchese rimane davanti e chiude un ottimo terzo quarto in vantaggio 76-70. Atlanta accusa il colpo anche all’inizio dell’ultimo quarto. Gallinari, che si fa apprezzare anche in difesa, spesso marcando proprio Joe Johnson, con una tripla prova a far scappare i Knicks che arrivano addirittura al +11. Gli Hawks però non ci stanno e a metà frazione cambiano marcia. Josh Smith suona la carica e Atlanta piazza un parziale di 11-2 che la riporta a una sola lunghezza dai padroni di casa.

Meritato — L’intensità cresce nelle battuta finali. I Knicks litigano con il canestro ma gli ospiti non ne approfittano. Gli Hawks tornano al -1 e a sette secondi dalla sirena hanno l’opportunità di portare a casa il match. Wilson Chandler però salva il risultato con una stoppata sulla conclusione di Josh Smith. Horford conquista il rimbalzo in attacco e trova il canestro quando però la sirena ha già decretato la fine del match. Incredibilmente gli arbitri convalidano, per fortuna nell’Nba esiste “instant replay”. Le immagini, infatti, non lasciano alcun dubbio, Horford ha ancora il pallone in mano quando il cronometro raggiunge lo zero. I Knicks vincono meritatamente un match ben giocato.

Gallinari: 27 (5/9 da due, 4/5 da tre e 5/6 ai liberi) con 5 rimbalzi e due assist in 43’.
New York: Gallinari 27 (5/9, 4/5), Lee 19. Rimbalzi: Lee 13. Assist: House, Rodriguez 4.
Atlanta: Smith 25 (11/22), Johnson 22, Horford 18, Crawford 16. Rimbalzi: Horford 12, Smith 10. Assist: Smith 6. Fonte: gazzetta.it

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Basket, cartoline dall’Italia


Sportevai.it-Zone 20° turno:  la rubrica-chat  con riflessioni,  curiosità e statistiche, gli Oscar  per entrare nel  campionato dei giganti

Rubrica di ENRICO CAMPANA

MILANO – In due gare gli italiani hanno segnato più degli stranieri e affini, e precisamente 55-26  per Biella e 43-29 per Teramo, quindi con una vittoria e una sconfitta. In una gara, quella fra Biella e Roma, gli italiani hanno prevalso per 85-78. Questi dati interessanti hanno rotto quella che sembrava una giornata di transizione in un campionato un po’ surreale, dove una squadra sbatte in faccia ai rivali 20 punti ogni turno, fa collezioni di successi e record, è imbattuta da un anno ma quando mette fuori il naso dall’Italia abassa la cresta. E l’ultima sconfitta è arrivata proprio nel momento programmato del crescendo, la ciliegina sulla torta del grande slam è stato un boccone amaro specie perché il Maccabi non vale il Maccabi che rimontò 17 punti due anni fa nella Final Four, il Panathinaikos che poi divenne campione d’Europa nei playoff. E specie perché questa Montepaschi s’era rinforzata con Zizis, Hawkins e Marconato e da ultimo anche con Slokar  per mettere in bacheca anche la sua prima Coppa dei Campioni e chiudere un ciclo.

In un campionato che subisce il contrappasso (o semplicemente un contrappeso dietro la sua maschera d’oro) dell’Eurolega, tocca alla stampa spiegare perché se il basket non è gestito da una sovranità popolare, è uno sport oligarcoide che non ammette dialettica. Mentre questa è la vera forza del calcio unico residuo di sovranità popolare anche se talvolta si arriva all’eccesso.

Siena prende 43 punti, e dobbiamo dare la colpa al campionato?. No, fatemi capire. Quand’ero alla Gazzetta una volta scrissi, credo per una gara di Cantù o Roma, che tutta l’Italia tifava per la squadra italiana, mi trovai sulla faccia il cartellino giallo di Peterson: “Rico, no, io non tifo per nessuno”.

Prendo quindi al volo l’assist di “Mr Flipper” che da questa stagione firma il commento tecnico per Sportevai.it. “Bell’articolo il suo , riesce a pungere come non fa nessuno oggi nel panorama nazionale! Oggi poi tutti a sposare la tesi di Peterson secondo cui Siena non vince in Europa perchè il nostro campionato è scarso: vero solo in parte, altrimenti il Maccabi non avrebbe mai vinto nemmeno una coppa nella sua storia..”

La sconfitta è figlia di tanti padri, la vittoria è esclusiva. In mezzo c’è la responsabilità soggettiva. Figuriamoci se ci passa per il capo di processare Siena avendo avuto a portata di mano il 2-0 con Madrid e condotto per tre tempi a Tel Aviv prima di subire quei 43 punti che nessuno mai ha beccato in 10 minuti, men che meno fino a giovedì la squadra senese che ne ha subiti 40 in tutto  contro il Cibona e in trasferta.

Siena aveva fatto una squadra logica, sembrava mancasse un solo cent rispetto all’anno scorso per vincere l’Eurolega, invece c’è stato un secondo arretramento. Cerchiamo la sconfitta in altre storie, come la bollitura, problema di recupero fisico , la scarsa personalità internazionale dei lunghi,e anche una gestione  della gara e dell’ultimo mese denso di gare e trasferte. Perché forse bisognava fare di più catenaccio, o usare una panchina lunga nel reparto che sembrava  meno solido,nella gara decisiva, con Marconato che ha vinto gara1 col Real, Tomas Ress  che quest’anno è cresciuto a Uros Slokar, una torre di 2,10 che ha giocato l’Eurolega con l’Olimpia e Siena ha presentato come il giocatore del contributo decisivo al miglior risultato della Slovenia agli europei.

Lasciamo stare il budget, Repubblica ha scritto di 20 milioni arrivati dalla banca, forse sono meno, ma il basket italiano le sue coppe le ha vinte con la sua capacità di produzione, mica coi  soldi, la stessa Benetton che teoricamente ha preso la via giusta, non ha vinto mai l’Eurolega perché ha puntato sullo star system. Bisogna capire che si può essere grandi anche con budget da 4 milioni come il Partizan che forse passerà con posto del Panathinaikos che ne spende 22-24, e che ai tempi della Virtus di Cazzola e Messina i greci e gli israeliani spendevano di più ma i successi fioccavano. Perché l’Eurolega non premia l’autarchia, nemmeno quella di lusso, le favole, ma un certo gioco maschio, diciamo a due marce, quello in velocità e quello di posizione. E Siena ha corso il rischio di puntare quest’anno su una squadra che poteva tirare persino col 60% da 3, con un nucleo in odore di pre-spremitura, senza costruire invce una squadra capace di vincere anche a difesa schierata, portando il gioco sul pivot. L’anno scorso il Panathinaikos ha vinto grazie all’esplosione di un pivot di 21 anni, Nikola Pekovic, quest’anno il Partizan ha pescato il 22enne Alecs Maric in Australia e lavorato molto sullo slovacco Jan Vesely.

Lasciamo stare il discorso di troppi stranieri e comunitari, conta certo anche questo, ma la squadra si portava dietro uno scoperto tallone d’Achille ed è venuto allo sconto anche il problema del recupero. La decade se ne va lasciandoci solo il trofeo della Virtus nel 2001 che poi non si è confermata, la Benetton ha fallito ancora nel 2003 a Barcellona, la Fortitudo che allora faceva il diavolo a quattro in campionato subì un -44 da brividi (e da record) nella finale 2004, quindi la delusione di Siena nella final four del 2008, il primo anno di Simone Pianigiani che arriva alla nazionale con oltre il 90% di vittorie ma ancora a bocca asciutta in Europa.

E’ giusto ricordare che la nazionale azzurra nel frattempo è scoppiata, che dall’88 le squadre italiane hanno vinto solo due volte, ma si torna al Maccabi che vince ugualmente, alle squadre spagnole che hanno nel loro arco frecce spagnole. Compresa quella “spendi e spandi” di Ettore Messina che ha vinto con  Siena grazie alla pazzia di Sergio Llull e punendo la star Velickovic con la panchina a Istanbul dove i pivot spagnoli sono stati più brillanti del muro dell’Efes. O il Barcellona il cui capitano è italiano (Gianluca Basile)  e con il giovane coach Xavi Pascual bravo e coraggioso  nel puntare sul 20enne debuttante Ricky Rubio che all’inizio della stagione Siena non avrebbe mai cambiato con McIntyre e forse nemmeno con l’esperto Zizis, che e strada facendo ha lanciato anche Fran Vazquez, MVP della finale di Coppa del Re, quella del +19 con il Real in finale.

Certe storie, dunque, non si possono più raccontare, per Siena e il basket comincia un nuovo ciclo con il tiro da 3 punti allungato, e  non basteranno i discorsi da Monopoli che si vanno facendo da anni nel basket e hanno raccolto nuovi adepti che vengono da altri lidi e professionini, come Milano che ritiene l’Europa decadente, quando invece tutto procede nel segno della globalizzazione.  Sentire discorsi di budget è un grosso torto a chi figura negli albi d’oro,  e anche porre dei limiti alle capacità umane, e quelle tecniche dei propri giocatori. Purtroppo la pensa così anche Dino Meneghin, colui che deve motivare alla riscossa gli azzurri. Perciò, come dice la famosa romanza, “nessun dorma”.

Oscar di Sportevai.it

°Primo Quintetto : M.Chessa (Biella), A.Maestranzi (Montegranaro), R.Sato (Siena), J.Jones (Caserta) C.Troutman (Avellino

°Secondo quintetto: D.Brown (Avellino), A.Collins (Bologna), M.Markoishvili (Cantù).  J.Smith (Biella), M.Rocca (Milano).

°Quintetto ideale : T.McIntyre (Siena),  D.Brown (Avellino),  P.Aradori (Biella), R.Sato (Siena),  G.Brunner (Montegranaro)

°Quintetto italiano: M.Chessa (Biella), A.Cinciarini (Montegranaro),  G.Poeta (Teramo), G.Galanda (Varese), L.Garri (Biella).

°Quintetto delusione:  J.Hukic (-7 Treviso), D.Farabello (-7 Ferrara),  D.McGrath (-6 Varese), V.Micov (-6 Cantù) Mds Marquinhons (-5 Montegranaro).

°MVP –  Sharrod Ford (Ferrara) è giusto quel pivot che poteva portare la Virtus a lottare per lo scudetto.

°L’uomo nuovo –   Massimo Chessa il tamburino sardo della bella Biella italian way  di coach Bechi

°Italiani cercansi… – Luca Garri  (Biella) meglio di Crosariol e Maggioli per la maglia azzurra…

°Mister coach: Se se  Fabrizio Frates l’anno prossimo tornasse a Milano come profeta in  patria?. La cosa ci sta, Milano non a fortuna ma nemmeno gioco…

.°Oscar della giornata-  20.a giornata. Punti: 29 A.Conti (°) (record: 45 p.E.Ere (°), Caserta 19.a g.). Valutazione:  40 C.Troutman, Avellino e M.Milic, Ferrara (°) (record.:59 E.Ere (°), 19.a g.). Rimbalzi: 15 M.Milic (°) (record  18 A.Gjinaj (°), Pesaro, 14.a g,  C.Troutman, Avellino, 6.a g);  Assist:  10 J.Smith, Biella (record: 12 M.Green, Scavolini 16.a g.; A.Porta, Avellino (°). Nota: (°) ottenuti contro Napoli

°La voce statistica –.Quando l’indice di valutazione è bugiardo: Milano-Bologna 73-71, valutazione 104-64 (+40!). Montegranaro vince col tiro da 3, 62% contro Treviso, 29 canestri contro 25 da 2…Altre… 20 assist Biella, 7 stoppate S.Ford (Ferrara)

°Tema da chat –  Pensate che Luca Bechi (Biella) sia il coach che meglio  lavora a favore della nazionale, e sia il vero Seminatore d’oro della stagione?

°Maggior punteggio complessivo:     p. 193 Napoli-Cremona 48-145 (record: p. 242, Avellino-Napoli 172-70, 17.a g.)

°Minor punteggio complessivo:  p.  134 Ferrara-Siena 63-71 (record: p.122, Ferrara-Milano 56-66, 17.a g.)

°Maggior punteggio:  p. 145, Napoli-Cremona 48-145  (record: p. 172, Avellino-Napoli 172-70, 17.a g.)

°Minor punteggio:  p. 48 Napoli-Cremona 48-145 (record:   37 p. Roma-Napoli, 13.a g, Napoli-Cantù, 15.a g.)

°Maggior scarto: + 97, Napoli-Cremona 48-145 (record: + 123 Caserta-Napoli 181-58, 19.a g.)

°Minor scarto:  + 1 Teramo-Cantù 72-73 (record eguagliato : +1 Cremona-Cantù 103-104 ts, 2.a g., Cremona-Ferrara 82-83 19.a g.)

°Vittorie esterne:  4, Cremona, Siena, Cantù, Caserta (record minimo 0,  13.a g.; record max  6, 4.a g)

Vittorie interne:    4 Montegranaro, Milano, Biella, Avellino (record:  minimo  2, 4° g, record max  8, 13.a g)

°Tempi supplementari – 2.a g: Cremona-Cantù 103-104 ts, 3.a g. Caserta-Milano 104-100 2ts, 4.a g.: Avellino-Treviso 82-80 ts;  5.a g: Bologna-Milano 83-87 ts, Roma-Biella 69-73 ts; 6.a g: Avellino-Ferrara 88-78 ts; 8.a g.: Milano-Pesaro 89-86; 12.a g.: Montegranaro-Ferrara 92-88 ts

°OvertimeTotale (maiuscolo risultato in trasferta) :  2-0 Avellino; 2-1 Milano (1 v.trasferta);1-0: CANTU’, Caserta, BIELLA, Montegranaro;   0-1: Cremona, TREVISO , Bologna, Roma, FERRARA (2 volte), PESARO.

°Parole, parole, parole…-  «Non siamo delusi, ma dispiaciuti. É stata una sconfitta prevedibile, ma non dolorosa. La qualificazione l’abbiamo persa nel doppio confronto con il Real Madrid, più che a Tel Aviv.. Lavoriamo serenamente a un nuovo progetto di tre anni, che comporterà cambiamenti. Torneremo sul mercato, ma anticipo che non siamo in grado di puntare a nessuna prima scelta». (Ferdinando Minucci, presidente Mps Siena)… “Per combattere ad armi pari con squadre fortissime e grandi potenze economiche c’è bisogno di grossi investimenti e non sempre è possibile” (Dino Meneghin, presidente FIP).

°Rassegna stampa –   “..Fare il ct sarà tutt’altro mestiere che guidare Siena, multinazionale che per competere in Europa viene costruita quasi senza italiani, Eze e Stonerook lo sono per operazioni di passaporto (Walter Fuochi, La Repubblica)…”. “La Montepaschi, da tre anni quasi imbattibile in patria, schiera quasi sempre otto giocatori, due dei quali (Stonerook ed Eze), sono italiani per matrimonio ma parlano inglese. Gli altri quattro – Carraretto, D’Ercole, Marconato, Ress – sono comunque accessori…” (La Stampa)

°Dietro la lavagna –  Perché quest’anno siamo in ritardo di un mese e mezzo con i dati d’affluenza Siae (spettatori e incassi) del girone d’andata?. Quale arcano giustificherà mai questo ritardo?.

°Pensierino cattivo… – Buon lavoro al neo team manager azzurro “acciiughino” Pittis, ne ha tanto  bisogno… Alla nazionale serviva un top manager, ha preso un simpaticissimo commentatore Tv..

°Classifica (20.a giornata): 1. Mps Siena (20-0) p.40; 2. Pepsi Caserta (14-6) p.28, 3 Montegranaro,  Armani Milano (13-7) p.26,  5. Solar Bologna,  Air Avellino (12-8)  p.24; 7 Ngh Cantù (11-) p.22; 8 Benetton Treviso, Lottomatica Roma (10-10) p.20; 10. Angelico Biella (9-11) p.18, 11 Tercas Teramo (8-12), Cimberio Varese (9-11, 2 punti di penalizzazione) p.16; 13. Scavolini Pesaro (7-13), Vanoli Cremona (7-13) p..14; 15. Carife Ferrara (5-15)  p.10,  16. Martos Napoli (0-20 e 8 p. penalizzazione) -8.

°Prossimo turno – 6.a ritorno, sabato 13 marzo: Caserta-Teramo (ore 20.30 diretta Sky), ore 21 Montegranaro-Napoli ; domenica 14 marzo: ore 12: Cantù-Milano (diretta Sky); ore 18.15 Siena-Biella, Roma-Pesaro, Ferrava-Avellino (diretta Sky), Bologna-Varese, Treviso-Cremona


Basket, NBA: Toronto scivolano contro i Sixers, Belinelli unica nota positiva


TORONTO (Canada), 8 marzo 2010 – Alla vigilia di una difficile trasferta di 4 gare a Ovest, i Raptors inciampano contro i Sixers, perdendo 101-114. “Non dico che non ci abbiamo messo impegno, ma forse è mancata attenzione e concentrazione da parte nostra”, ha spiegato coach Triano. Bargnani e Belinelli hanno segnato entrambi 11 punti.

RIENTRA BOSH — L’assente Hedo Turkoglu (caviglia) è sostituito in quintetto da Weems, ma la buona notizia è che Toronto recupera Chris Bosh dopo 7 gare saltate. Le prime due azioni offensive risultano in due palle perse. Philly approfitta delle distrazioni difensive di Toronto per piazzare il primo allungo. Dopo la seconda tripla di Thaddeus Young il punteggio è 7-16 e Triano chiama time out per dare una sferzata al quintetto in campo. Le guardie monopolizzano il gioco e Bargnani vede pochi palloni. Il suo primo tiro è una conclusione difficile in corsa che non va a buon fine. I Sixers vanno a +13, quindi Bargnani risveglia il gruppo con una perentoria schiacciata al volo che corregge una tripla errata di Wright. Finalmente si rivede Marco Belinelli, inserito a 1’45” dalla fine dal primo quarto: subito un canestro dalla media, uno sfondamento preso e 2/2 dalla lunetta, il modo migliore per far capire al coach di meritare minuti in campo. I liberi del Beli fruttano l’aggancio 24-24 a fine quarto. Ora inizia la vera partita. Ancora Belinelli segna in acrobazia nel secondo quarto e contribuisce positivamente all’attacco dei Raptors con passaggi intelligenti per punti facili di Reggie Evans. Toronto gioca più disciplinata nel secondo quarto affidandosi spesso a Bosh, ma l’equilibrio non si spezza e i Sixers arrivano a canestro con troppa facilità. Bargnani ha buoni tiri a disposizione, però è impreciso e termina con 1/4 la prima metà di gara, mentre Belinelli (6 punti in 7’) è promosso a pieni voti prima di lasciare il posto a Jack che chiude il quarto insieme a Calderon.

DIFESA SOTTO ACCUSA — Toronto insegue all’intervallo 47-55 per colpa di altre palle perse banali nel finale che i Sixers trasformano in un 7-0 di parziale. I 16 punti con 7/10 di Young e il 5/7 da tre di Philly sono un problema da correggere nel secondo tempo. Un buon segnale difensivo è dato da Bargnani che alla ripresa del gioco stoppa Brand in entrata e recupera pure il pallone. Eppure Toronto continua a subire l’attacco di Philly, e resta in svantaggio per tutto il terzo quarto. Bargnani sbaglia un paio di tiri, poi segna in entrata e da tre. Intanto ritorna Belinelli per gli ultimi 3’42” del quarto sul 67-74. La difesa di Philly ferma l’ottimo momento del Mago (7 punti in 70”) scegliendo di raddoppiarlo. Bargnani è bravo a trovare l’uomo libero sul lato debole ma Wright non finalizza. Una tripla di Iguodala dall’angolo e un contropiede di Lou Williams scavano un solco pesante (72-87), e una tripla di Belinelli (su assist del Mago) chiude il terzo quarto di Toronto (75-89). La difesa di Toronto fa acqua e Chris Bosh, evidentemente ancora debilitato, non riesce a dare il suo solito contributo. I Sixers controllano il vantaggio per tutto l’ultimo quarto e i canestri di Calderon arrivano troppo tardi. Senza difesa non si va da nessuna parte.

BELI CONVINCE — Belinelli si mette ancora in mostra con una bella schiacciata servito da Calderon dopo un taglio back door. Quindi si esibisce in un passaggio dietro la schiena da un pick and roll con Bargnani, chiuso con due punti del Mago dalla media. Nella deludente gara dei Raptors il Beli è una delle poche note liete. Thaddeus Young, che viaggia a una media di 13.8 stagionale, fa la differenza con 32 punti (career high) e 13/18 dal campo. La difesa dei Raptors è sotto accusa per una sconfitta preoccupante. Marco Belinelli ha dimostrato grandissimi attributi e se questa prova convincente non fosse abbastanza per guadagnarsi un posto fisso nella rotazione (in teoria a scapito dall’acerbo DeRozan soprattutto in chiave playoff) significherebbe che qualcosa non funziona nello staff dei Raptors. Non dimentichiamoci che Colangelo aveva indicato Belinelli come possibile sesto uomo dell’anno. Magari un’esagerazione, ma Marco ha dimostrato di essere sprecato seduto in panchina.

Bargnani:11 punti (4/6 da due, 1/4 da tre), 4 rimbalzi, 2 assist, 1 palla persa, 2 falli, 2 stoppate in 39’. Belinelli: 11 punti (3/4 da due, 1/2 da tre, 2/2 tl), 3 assist, 1 palla persa, 1 fallo in 18’.
Toronto: Jack 20, Bosh 12, Weems e Evans 10. Rimbalzi: Bosh 12. Assist: Jack 9.
Philadelphia: Young 32 (13/18), Holiday 21, Iguodala 16, Williams e Brand 12. Rimbalzi: Brand 9. Assist: Iguodala 9. Fonte: gazzetta.it

Itmsport


Basket, NBA: Lakers al terzo k.o consecutivo, Kobe Bryant sbaglia il tiro decisivo


I Lakers incappano nella terza sconfitta di fila nonostante i 34 punti di Bryant che però sbaglia il tiro del supplementare. Ray Allen nel finale regala a Boston la vittoria casalinga su Washington, la quarta consecutiva. Denver liquida Portland

NEW YORK, 8 marzo 2010 – Orlando infligge ai Lakers la terza sconfitta di fila, nonostante i 34 punti di Bryant che però sbaglia il tiro del supplementare. Ray Allen nel finale regala a Boston la vittoria casalinga su Washington. Denver liquida Portland, Oklahoma City tiene a bada Sacramento grazie al solito Kevin Durant e Detroit batte Houston al supplementare.

Orlando Magic-Los Angeles Lakers 96-94 – La rivincita dei Magic. Orlando (44-20) resiste nel finale al ritorno dei Lakers (46-18), e riesce a prendersi la quinta vittoria consecutiva battendo la squadra che a giugno, proprio all’Amway Arena, vinse il titolo Nba. I Magic sopravvivono a 20 palle perse, dominano 50-39 a rimbalzo e sfruttano la precisione di Vince Carter dalla lunetta (13/14). Per i Lakers è la terza sconfitta consecutiva, la striscia negativa più lunga dal gennaio 2008, prima dell’arrivo di Pau Gasol. Proprio lo spagnolo è uno dei principali imputati del momento no dei campioni: Bryant sforna 18 punti nell’ultimo quarto ma mancando il tiro del supplementare, Gasol invece perde nettamente la sfida difensiva con Howard, dimostrandosi pericoloso solo in attacco. Vince Carter con 15 punti trascina Orlando sul 31-24 alla prima sirena, con gli ospiti tenuti in corsa da 13 punti di Bryant. I Lakers tornano sotto ma nel terzo quarto lasciano scappare nuovamente Orlando, sul 71-59 a 2’27” dalla sirena. Kobe in avvio di ultimo quarto ritrova la via del canestro dopo aver sbagliato 8 tiri di fila e inizia l’8-0 con cui gli ospiti tornano a contatto. Bryant porta i suoi sul 95-94 a 12” dalla fine, Carter fa 1/2 dalla lunetta e lascia agli ospiti 9” per prolungare la partita. La palla finisce nelle mani di Kobe, che cerca il jolly dalla media ma sbaglia. “Ci stanno succedendo cose che non dovrebbero capitare a una squadra con esperienza” ha commentato coach Phil Jackson.
Orlando: Carter 25 (3/6, 2/4), Nelson 15, Howard 15. Rimbalzi: Howard 16. Assist: Nelson 7
LA Lakers: Bryant 34 (10/25, 2/5), Gasol 20, Fisher 11. Rimbalzi: Gasol 11. Assist: Bryant 7

Detroit Pistons-Houston Rockets 110-107 dts – Serve il miglior Tayshaun Prince per consentire a Detroit (22-41) di battere Houston (31-31) dopo un supplementare e tornare alla vittoria dopo 6 partite. L’ala 28enne, che non segnava così tanto dal primo novembre 2007, è il trascinatore dei Pistons assieme a Will Bynum, che risponde con la sua prima doppia doppia dell’anno alla promozione in quintetto per sostituire l’infortunato Rodney Stuckey. “E’ bello vedere Tay giocare così bene – ha detto il play di Prince -. I suoi tiri entravano e così ho continuato a servirlo”. I Rockets incappano invece nella seconda sconfitta in tre gare, dimostrandosi troppo dipendenti dal trio Brooks-Martin,Scola, capaci di mettere insieme 72 punti e prendersi 56 degli 87 tiri di Houston. Jerebko con 10 punti trascina i Pistons sul 29-16 a 2’20” dalla prima sirena, i Rockets tornano in partita con 35 punti nel secondo quarto ma al riposo sono sotto 57-55. Dopo un terzo parziale equilibrato gli ospiti riescono a costruire un vantaggio di 6 punti (102-96) a 2’18” dalla sirena finale, ma Detroit chiude con un 6-0 e una schiacciata di Prince manda le due squadre al supplementare. Hamilton e Maxiell portano i padroni di casa sul 109-105 a 2’15” dalla fine, Martin accorcia dalla lunetta ma Houston sbaglia gli ultimi tre tiri e Detroit può esultare.
Detroit: Prince 29 (12/20, 1/2), Hamilton 22, Jerebko 16. Rimbalzi: Maxiell 16. Assist: Bynum 11
Houston: Martin 27 (6/12, 2/6), Brooks 25, Scola 20. Rimbalzi: Scola 15. Assist: Brooks 7

Boston Celtics-Washington Wizards 86-83 – Una tripla di Ray Allen a 17” dalla fine evita una brutta figura a Boston (40-21), che contro Washington (21-39) si prende in rimonta la quarta vittoria consecutiva. I Celtics mandano 4 giocatori in doppia cifra ma hanno solo 9 punti dalla panchina (3/21 in 6) e nessun tiro a bersaglio di Kevin Garnett (0/7, senza canestri dal campo per la prima volta dal suo anno da matricola). I Wizards incappano invece nella quinta sconfitta in sei gare pur tirando meglio dei rivali (45,6% contro 41,1%). Ospiti sul 27-19 in avvio di secondo quarto, e sul 44-38 a riposo grazie a 10 punti di Thornton. Washington nel terzo parziale allarga il divario fino a +12, ma Boston chiude il quarto con un 10-3 e comincia gli ultimi 12’ sotto 66-62. Gli ospiti prendono in mano la gara e con Blatche allungano fino a 79-66 a 6’11” dalla fine: i Celtics rispondono con un 10-0 propiziato da Pierce e tornano a contatto, riuscendo a sorpassare dalla distanza con Allen 1’33” dalla fine (82-81). Foye riporta avanti i Wizards, ma a 17” dalla fine Allen centra la tripla del sorpasso definitivo, anche perché gli ospiti sbagliano gli ultimi due tiri. “E’ stato bello vincere una partita giocando male per una volta – ha detto coach Doc Rivers -. Di solito queste gare le perdiamo”.
Boston: R. Allen 25 (6/9, 4/6), Pierce 17, Rondo 15. Rimbalzi: Garnett 10. Assist: Rondo 7
Washington: Thornton 24 (9/15, 1/2), Blatche 23, McGee 13. Rimbalzi: Thornton 11. Assist: Foye 8

Sacramento Kings-Oklahoma City Thunder 102-108 – Il solito Kevin Durant e Russell Westbrook regalano a Oklahoma City (38-24) una preziosa vittoria a Sacramento (21-42), la quinta in sei gare per i Thunder. La seconda scelta al draft 2007 mette insieme la 55° gara stagionale con almeno 25 punti (nessuno ha fatto meglio in Nba), il play segna 13 punti nel parziale conclusivo, in cui gli ospiti riescono a tenere a bada la rimonta dei Kings, arrivati alla terza sconfitta nelle ultime quattro gare pur tirando col 50,6% dal campo e 5/9 da fuori. “Abbiamo giocato bene – ha commentato Tyreke Evans, il migliore tra i californiani -, ma a rimbalzo ci hanno distrutto (45-33, ndr)”. Oklahoma City parte 15-8, Sacramento torna subito sotto e il match è equilibrato, anche se sono i Thunder ad arrivare al riposo in vantaggio (57-52) e con Durant già a quota 16. Gli ospiti toccano il +11 nel terzo parziale, ma i padroni di casa non ne vogliono sapere di arrendersi e grazie a Evans tornano a un possesso di distanza. A 3’33” dalla fine Durant lancia il break decisivo, che porta gli ospiti da 98-96 a 106-99 con 44” da giocare. Una tripla di Garcia riaccende i Kings, ma Krstic chiude definitivamente i conti in schiacciata.
Sacramento: Evans 24 (7/13, 2/3), Landry 20, Garcia 14. Rimbalzi: Landry 8, Thompson 8. Assist: Evans 7
Oklahoma City: Durant 27 (8/18, 1/3), Westbrook 21, Harden 14. Rimbalzi: Krstic 10. Assist: Durant 5

Denver Nuggets-Portland Trail Blazers 118-106 – Un primo tempo con 66 punti e il 67,5% dal campo consente a Denver (42-21) di battere Portland (37-28) e centrare la terza vittoria di fila. I Nuggets chiudono col 58,9% al tiro e la gara numero 26 con almeno 30 punti di Carmelo Anthony, dominando in area (42-26). I Blazers incappano invece nella prima sconfitta dopo tre vittorie, con Brandon Roy, miglior realizzatore della franchigia dell’Oregon, tenuto a 3/14 dal campo. I padroni di casa segnano gli ultimi 9 punti del parziale inaugurale con Anthony e Smith, arrivando alla sirena avanti 34-21, tirando col 70,5% e tenendo gli avversari al 38%. Portland riesce a tornare fino a -8 (42-34), ma i Nuggets continuano a far male e con un 11-2 arrivano fino a +20 (61-41), a 1’54” dal riposo. Gli ospiti non riescono a fermare Anthony (a quota 19 dopo i primi 24’), ma con Webster si riportano a -8 (79-71) a 3’31” dalla terza sirena, prima di essere ricacciati sotto di 14. I Blazers riordinano le idee, e grazie a 6 punti di Bayless in apertura di ultimo quarto tornano ancora a -7 (90-83), ma vengono tenuti a bada da un 8-0 che riconsegna a Denver 15 punti di distacco (98-83) e il controllo del match.
Denver:Anthony 30 (11/16, 0/3), Smith 22, Billups 21. Rimbalzi: Petro 10. Assist: Smith 7
Portland: Bayless 24 (3/7, 3/3), Miller 19, Aldridge 16. Rimbalzi: Aldridge 7, Howard 7. Assist: Roy 5, Bayless 5. Fonte: gazzetta.it

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Basket, Serie A: risultati e classifica


MILANO, 7 marzo 2010 – Risultati della 5/a giornata di ritorno della serie A di basket maschile.

Sigma Montegranaro-Benetton Treviso  79-69 (ieri)
Carife Ferrara-Montepaschi Siena 63-71
Angelico Biella-Lottomatica Roma  85-80
Armani Jeans Milano-Canadian Solar Bologna 73-71
Tercas Teramo-Ngc Medical Cantù    72-73
Scavolini Spar Pesaro-Pepsi Caserta 81-89
Air Avellino-Cimberio Varese    76-67
Sebastiani Napoli-Vanoli Cremona  48-145

Classifica: Siena punti 40; Caserta 28; Milano e Montegranaro 26; Bologna e Avellino 24; Cantù 22; Roma e Treviso 20; Biella 18: Teramo e Varese 16; Pesaro e Cremona 14; Ferrara 10; Napoli -8. Varese due punti di penalizzazione, Napoli otto punti di penalizzazione.

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